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Sassari: Tredicina in musica

Redazione

Padre Giuseppe Magrino ha guidato le riflessioni dei tredici giorni di preparazione alla festa

I solisti della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi, sotto la direzione di p. Giuseppe Magrino, insieme al Coro Liturgico “Laudate et Benedicite”, coro della chiesa, con la partecipazione dei “Cantori della Resurrezione” di Porto Torres, dell’orchestra “Juvenilia” del Liceo Musicale D. A. Azuni di Sassari, hanno chiuso la Tredicina con un concerto nel chiostro della Chiesa di Santa Maria di Betlem a Sassari.

 

Come sempre, la comunità dei Frati Minori Conventuali vive con particolare intensità le celebrazioni in onore del Santo di Padova, e se lo scorso anno, a causa della pandemia, abbiamo festeggiato in tono minore la festa, pur dando risalto ai momenti liturgici, quest’anno abbiamo desiderato valorizzare maggiormente l’evento. La chiesa di Santa Maria di Betlem rappresenta l’incontro tra la storia, l’arte, la cultura e la spiritualità che nel corso della storia, a partire dal XI secolo, hanno caratterizzato questo territorio e in particolare la città di Sassari. La città, segnata dal passaggio e dalla presenza della spiritualità francescana, ha conosciuto, amato e imparato a venerare la figura e l’esempio di Sant’Antonio di Padova, e di questa devozione si hanno segni concreti attraverso varie immagini e raffigurazioni presenti nella stessa chiesa: dall’ingresso alla volta, dalla cappella e altare a lui dedicato sino alle statue e al pulpito ligneo che lo ritrae. La devozione al Santo si è manifestata attraverso l’arte e la spiritualità, ma anche attraverso i vari “ex voto”, che abbelliscono e arricchiscono la cappella a lui dedicata.

La devozione a Sant’Antonio rimanda alla spiritualità di San Francesco, di cui il Taumaturgo è stato un degno seguace, e entrambe si ripresentano alla città di Sassari attraverso i frati che nei secoli ne hanno reso vivo e attuale il carisma. Il Santo sceglie di essere seguace del Serafico Padre perché attratto dalla sua vita di preghiera, dal suo stile evangelico e soprattutto dalla ferma volontà di portare ovunque il Vangelo, e in particolare tra i saraceni e tra coloro che vivono altre esperienze di fede. Trovandosi a Coimbra, rimane folgorato dall’incontro con i primi frati minori che passarono in quella città per recarsi ad annunciare il Vangelo ai musulmani. Alla notizia del martirio di quei frati, Antonio decise di farsi anche lui frate minore, per imitare coloro che hanno dato la vita per Cristo. Anche lui vuole dare la vita ed annunciare il Vangelo in terra musulmana, ma la storia lo condurrà per altre vie facendolo giungere in Italia e a Padova, dove - attraverso la sua parola e l’esempio - sarà il grande annunciatore della letizia francescana e della novità del Vangelo.

Anche la città di Sassari vive questa esperienza di incontro con la figura di Antonio di Padova e ha voluto festeggiarlo attraverso un percorso che ha messo insieme cultura, arte, spiritualità e canto. La novità di quest’anno è stata la presenza in città e in particolare nella nostra chiesa di p. Giuseppe Magrino, musicista di rilievo, compositore e direttore della Cappella Musicale della Basilica Papale di San Francesco in Assisi. È stato lui a guidare le riflessioni dei tredici giorni di preparazione alla festa, conducendo un cammino di fede anche attraverso canti dedicati al Santo, che di giorno in giorno hanno accompagnato i temi della meditazione.

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