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Il convento di San Francesco di Gioi

Redazione

viaggio nell'entroterra cilentano

Le bellezze paesaggistiche e architettoniche di Gioi, piccolo borgo dell’entroterra cilentano, hanno fatto da sfondo all’antica storia del Convento di San Francesco del 1400′.

Insieme al pittore locale Mario Romano vi abbiamo portato alla scoperta di Gioi, paese dei due campanili, e in particolare modo del Convento francescano.

Il Convento di San Francesco venne costruito nel 1466, a ridosso della possente cinta muraria che, edificata nel medioevo, cingeva tutto il centro abitato. Le spese per l’edificazione furono a carico del popolo e dell’Università di Gioi, alla presenza di 41 monaci. Il primo elemento che veniva collocato era l’obelisco con la croce, ben visibile nel piazzale. La costruzione ebbe inizio dalla preesistente cappella di San Giovanni Battista.

La chiesa, con una sola grande navata, non ha l’aspetto originario ma nel 1713 venne inaugurato l’elegante adattamento allo stile chiamato barocco. Le statue raffiguranti prevalentemente santi francescani sono di buona fattura. Molto interessanti l’altare ligneo e il bellissimo organo, sormontato dal simbolo del francescani completo a colori; da notare anche i confessionali e il pulpito con ingresso dal chiostro. Sul pavimento, oltre alle botole delle tombe, si può ammirare una maiolica recintata, raffigurante una donna per metà con sembianze umane e per metà scheletro, un vero monito all’essere umano, ai cui lati si possono leggere alcune frasi adatte all’immagine descritta. Nell’abside, in alto, Gesù in croce con San Giovanni Evangelista e la Madre del Nazareno. La volta a crociera davanti alla chiesa con affreschi nelle lunette, raffiguranti vari Santi. Degno di nota il maestoso portale in pietra locale, e sulla porta, si nota lo stemma dei francescani con a destra il cuore di Gesù con i tre chiodi della crocifissione. Nell’atrio accanto, accesso al chiostro, bellissimo portale in pietra locale sormontato da data (1611) stemma francescano; sulla parete è collocata la fontana pubblica, un tempo collocata nella piazza del paese.

La struttura del Chiostro si presenta a quattro campate di forma quadrangolare, le arcate a tutto sesto, poggiano su esili colonne in marmo, tutte diverse tra loro, i capitelli sono abbastanza simili e le basi sono anch’esse dei capitelli al rovescio. Ai quattro angoli, robusti pilastri ortogonali, che poggiano come le colonne, su basamento. Al centro del chiostro fu costruita la cisterna, sormontata da un elegante baldacchino in pietra locale, sul quale, in alto si nota lo stemma francescano. Detto baldacchino serviva per reggere un gancio, sistemato al centro, dove correva la corda o la catena, per l’estrazione dell’acqua col secchio. Sulle quattro pareti dei corridoi, si ammirano non senza difficoltà, affreschi di buona fattura, raffiguranti la vita del poverello di Assisi dalla nascita alla morte.

(Antonio Pagano - Info Cilento)

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