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Miracolo di Natale dopo 71 anni: soldato Usa ritrova tre bambini

Franco Giubilei Martin Adler Facebook
Pubblicato il 16-12-2020

Gli ex ragazzi si sono riconosciuti in una foto diffusa dal militare

In quella vecchia foto in bianco e nero si vedono un giovane in divisa e tre bambini: era inizio autunno del 1944 e gli americani stavano liberando le campagne intorno a Monterenzio, sull' Appennino bolognese, quando i soldati entrarono in un casolare mitra in pugno. Sentirono dei rumori e stavano per fare fuoco quando da una cesta, fra le urla della madre che gridava «non sparate», saltarono fuori tre fratellini: Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, che all' epoca avevano rispettivamente sette, cinque e tre anni.

Il soldato semplice Martin Adler poco dopo volle farsi fotografare con loro in un' immagine gioiosa e rara per un periodo fra i più duri, nelle terre della Linea Gotica attraversate dal fronte (Monte Sole e Marzabotto, coi civili massacrati dai nazisti, non sono lontani da qui). Ieri, sia pure via Facebook, l' ex militare li ha incontrati dopo 76 anni e ci ha parlato, un colloquio pieno di commozione concluso da una promessa: «Voglio vivere fino a cent' anni, così quando finisce la pandemia verrò a conoscervi di persona». Adler oggi ha 96 anni e Bruno Naldi 83, se si sono ritrovati è grazie all' appello via social dello scrittore reggiano Matteo Incerti, che da anni si occupa di vicende del secondo conflitto mondiale (suo il libro "I pellerossa che liberarono l' Italia") e che ha diffuso l' immagine pubblicata online dal soldato: quest' ultimo si era messo alla ricerca dei tre bambini e sperava con tutto il cuore che qualcuno si riconoscesse nella foto.

Il cerchio si è chiuso quando una delle sorelle Baldi l' ha vista sul telefonino della figlia, pochi giorni fa, e ha esclamato: «Questa sono io». È suo fratello Bruno a raccontarlo, ancora emozionato per il colloquio via Internet con Adler: «A dire il vero non ricordo il momento della foto, anche se ho memoria dei soldati che giravano per casa nostra. Sarà stato fine settembre o inizio ottobre del '44, noi vivevamo nella zona dove si era fermata la Linea Gotica, vicino a un ruscello, nella campagna di Monterenzio». Erano mesi difficilissimi per la popolazione, appena uscita dall' occupazione tedesca: Bruno Naldi ha ancora in mente i soldati della Wehrmacht che, avendo trovato il fucile da caccia del padre, mettevano a soqquadro l' abitazione per vedere se ci fossero altre armi: «Io però non ho avuto paura, non ci hanno mai minacciato».

Il padre intanto, dopo l' 8 settembre, era tornato a casa da Napoli, dov' era militare, «facendosela tutta a piedi», racconta l' uomo. Con l' arrivo degli Alleati, il clima cambiò completamente e soprattutto per i bambini fu la festa: «Gli americani ci hanno dato tanta di quella cioccolata e caramelle, e ogni ben di Dio. Per noi era veramente arrivata l' America. Non che facessimo proprio la fame, ma le difficoltà ovviamente c' erano: ricordo mia madre che faceva il pane nero in casa, che oggi è una cosa molto richiesta, ma allora mica tanto». I liberatori piazzarono un cannone proprio di fianco a casa sua, il signor Bruno se lo ricorda bene, ma il vento era cambiato e la linea del fronte finalmente si allontanò dalla montagna bolognese.

Poi la vita ha seguito il suo corso: Bruno Naldi ha fatto l' agricoltore fino al 1962, ha lavorato come operaio in una fonderia che produceva leghe leggere per la Ferrari e la Magneti Marelli, e infine ha aperto un' impresa artigiana, fino alla pensione. Ieri, la grande sorpresa e quella voce proveniente dal Bronx, all' altro capo dell' Atlantico, che parlava in inglese e salutava Bruno, Mafalda e Giuliana con la frase allegra di tanto tempo prima: «Ciao bambini, vuoi cioccolata?». (La Stampa)

 

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