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Storia e origini della Fabbrica di San Pietro

Antonio Tarallo httpswww.vaticanstate.va

I pontefici, gli artisti che hanno fatto immensa la basilica vaticana

"La Fabbrica di San Pietro secondo le proprie leggi continuerà ad occuparsi di tutto quanto riguarda la Basilica del Principe degli Apostoli sia per la conservazione e il decoro dell’edificio sia per la disciplina interna dei custodi e dei pellegrini che accedono per visitare il tempio". Parole di Giovanni Paolo II, contenute nella sua Costituzione Apostolica “Pastor Bonus” nel 1988.

Origini antichissime, quelle della Fabbrica di San Pietro. “Er cupolone” - così è chiamato per tanti romani - la Basilica millenaria che rappresenta la sede del Pontefice, del Capo della Chiesa: la sede apostolica del successore di Pietro. La Fabbrica di San Pietro ha visto - nella sua storia - nomi e volti dell’Arte; illustri personaggi della Storia della Chiesa; storici dell’Arte dal nome altisonante. Ma quali sono le origini di questa “particolare fabbrica”?

Tutto ha origine fin dai tempi di papa Giulio II, quando aveva dato inizio alla costruzione della nuova Basilica Vaticana. Siamo nel 1506. Nel 1523 papa Clemente VII nominò una commissione di sessanta periti alle dirette dipendenze della Santa Sede con il compito di curare la costruzione e l’amministrazione della Basilica. Nel 1589, papa Sisto V affidò la commissione alla giurisdizione del Cardinale Arciprete della Basilica. Pochi anni dopo, sotto il pontificato di Clemente VIII (1592-1605), la commissione venne sostituita con un apposito organo collegiale, denominato “Congregazione della Reverenda Fabbrica di San Pietro”. Oltre al Prefetto nella persona del Cardinale Arciprete della Basilica, la Congregazione era costituita da alcuni cardinali e prelati. Nel 1863, durante il pontificato di Pio IX, vennero sottratti alla Congregazione della Reverenda Fabbrica di San Pietro tutti i poteri in materia contenziosa, che furono deferiti alla Congregazione del Concilio. Con la riforma del 1908, attuata da Pio X, la Congregazione venne ridotta ad occuparsi esclusivamente dell’amministrazione della Fabbrica. Un cambiamento avvenne nel 1967, in seguito alla riforma generale della Curia Romana attuata da papa Paolo VI: la Congregazione cessò di esistere come tale e venne annoverata tra le Amministrazioni Palatine. Ultima riforma fu quella della Costituzione Apostolica “Pastor Bonus” (1986) di Giovanni Paolo II.

Grandi nomi dell’Arte sono stati coinvolti dalla Fabbrica di San Pietro. A cominciare, all’origine, dagli architetti Giuliano da Sangallo e il Bramante. Uno dei nomi più importanti fu - senza dubbio - quello di Raffaello. A Michelangelo venne affidato l’incarico il primo gennaio del 1547. Fu lui a rivedere gli studi del Sangallo giudicandoli insoddisfacenti. Così ripartì dal progetto del Bramante. Michelangelo sostituirà - per quanto concerne la pianta della basilica - la croce latina con quella greca. “Ho dato la mia anima per questa basilica e per la gloria di nostro Signore, non sia trasformata..", scriverà il Buonarroti, due anni prima di morire. Era il 18 febbraio 1564. L’artista fiorentino si appellava al pontefice affinché la nuova basilica di San Pietro, riedificata al posto della vecchia basilica costantiniana, venisse portata a termine secondo il suo progetto, datato 1562.

Uno scrigno d’Arte, uno scrigno della Storia della Chiesa: questa è la Fabbrica di San Pietro, sede del Pontefice. Vive ancora oggi - nella sua bellezza - la “pietra” su cui Cristo ha fondato la Chiesa.

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