religione

Si apre il XXV Congresso mariano-mariologico internazionale

Redazione

Nel messaggio di Papa Francesco, la citazione francescana della Leggenda Maggiore del santo di Assisi 

Ringrazio la Pontificia Academia Mariana lnternationalis per aver preparato e organizzato questo Congresso, che costituisce un momento importante del servizio di coordinamento della teologia mariana affidato all'Accademia. Ricordando che San Francesco d'Assisi circondava la Vergine Maria 'di immenso amore perché aveva reso Dio nostro fratello'”. Con questa citazione della Leggenda Maggiore di Bonaventura da Bagnoregio, si chiude il messaggio che il  Santo Padre Francesco ha indirizzato come saluto ai lavori del XXV Congresso mariano-mariologico della Pontificia Academia Mariana Internationalis che ieri ha visto il suo inizio. Lo ha letto il cardinal Gianfranco Ravasi, Presidente delegato dei lavori dell’assemblea internazionale che da ieri fino all’11 settembre 2021, approfondirà il tema “Maria tra teologie e culture oggi. Modelli, comunicazioni, prospettive”. Si sta avviando, così, un cammino congressuale che vede la strada per una nuova mariologia, dove Maria rappresenta - sempre di più - un ponte tra le culture e le teologie, espressioni di diversi popoli che possono dialogare fra loro, nella fraternità universale.

Il messaggio del pontefice esordisce con parole di accompagnamento e di gioia per l’evento,  non dimenticando “il grido silenzioso di tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di grande difficoltà, aggravate dalla pandemia. La vera gioia che viene dal Signore dà sempre spazio alle voci dei dimenticati, perché insieme a loro si possa costruire un futuro migliore. Maria, nella bellezza della sequela evangelica e nel servizio al bene comune dell’umanità e del pianeta, educa sempre all’ascolto di queste voci e Lei stessa si fa voce dei senza voce per partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato delle nostre società”. 

All’evento partecipano 300 rappresentanti delle società mariologiche e studiosi iscritti dai cinque continenti. Tanti i relatori, appartenenti alle realtà mariologiche più importanti del mondo, come l’Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana, la Mariological Society of America, ll’Academia Marial de Aparecida del Brasile, la Société Française Etudes Mariales e la Bible Society Center Lebanon di Beirut. Nella prima giornata di congresso è intervenuto anche il Ministro Generale dell’Ordine Francescano, padre Massimo Fusarelli. 

Il Congresso, spiega padre Stefano Cecchin, presidente della Pami, è “un’occasione importante per riflettere sul cammino della teologia mariana anche alla luce del dialogo che ci interpella tra fede e culture”. Obiettivo primario dei lavori, aggiunge, sarà quello di “cercare una risposta alla domanda: perché Maria di Nazaret, la madre di Gesù che è divenuta un paradigma antropologico di madre per eccellenza, il simbolo culturale più potente e popolare degli ultimi duemila anni, ‘la donna più potente del mondo’ (National Geographic 2015), Colei che segna la vita di molti popoli e che ‘è fondamentale per il pensare cristiano’ (San Giovanni Paolo II), oggi viene proposta come il simbolo stesso della Casa Comune e modello per una nuova antropologia transdisciplinare?”. Il cammino congressuale cercherà, grazie all’interazione delle diverse personalità del mondo accademico mariologico, di rispondere proprio a questa domanda che suscita un nuovo orizzonte per lo studio del culto e della figura della Vergine Maria. 

 

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