religione

Dall'architetto Buonarroti all'ingegnere Gambetti. Al vertice della Fabbrica di San Pietro torna un progettista

ORAZIO LA ROCCA Ansa-Fabio Frustaci

Mauro Gambetti nominato Vicario Generale per la Città del Vaticano

Dall'architetto Michelangelo Buonarroti all'ingegnere Mauro Gambetti. Al vertice della Fabbrica di San Pietro torna un progettista. E per la prima volta è un ingegnere, il cardinale francescano Mauro Gambetti, 55enne, ex Custode del Sacro Convento di Assisi, elevato alla dignità cardinalizia da papa Francesco nel Concistoro dello scorso novembre.

Una chiamata inaspettata ed improvvisa alla quale padre Mauro rispose con obbedienza e spontanea modestia. Come emerge dalle sue prime parole pronunziate subito la nomina cardinalizia quando confessa, tra l'altro, che desidera “continuare a vivere con spirito di minorità il mio servizio alla Chiesa”. Parole spontanee, caratterizzate da una istintiva impronta francescana, dette col cuore, che hanno fatto indubbiamente breccia nell'animo di papa Bergoglio, non a caso il primo pontefice che ha avuto il coraggio di assumere il nome di S.Francesco dopo l'elezione papale e che ha avuto con l'allora Custode del Sacro Convento rapporti, pubblici e privati, improntati a stima profonda e fiducia estrema nelle sue qualità di religioso francescano e di progettista, con una specializzazione in meccanica.

Ideale profilo, quello di padre Gambetti, fatto di qualità religiose e tecniche indubbiamente necessarie in questo momento in Vaticano, che ha “indotto” il Pontefice a vedere in lui, un frate minore, l'ideale arciprete della Basilica vaticana e capo della Veneranda Fabbrica di San Pietro, l'organismo pontificio che sovrintende alla manutenzione ed ai lavori della basilica pietrina fondato da Giulio II (pontefice dal 1503 al 1513), guidato in passsato da grandi artisti del calibro, tra gli altri, di Michelangelo, Raffaello, Canova, solo per citarne alcuni tra i più importanti. Un frate minore laureato, però, in ingegneria meccanica all'univeristà di Bologna, quindi esperto di problematiche tecnico-progettuali, un aspetto non di poco conto per gli impegni che padre Mauro dovrà subito affrontare, tra i primissimi il delicato dossier che riceverà dalle mani dell'arcivescovo nunzio apostolico Mario Giordana, nominatodal Papa nel giugno del 2020 commissario straordinario per fare luce sulla gestione ed i conti della Fabbrica di San Pitero. Una vicenda che, comunque, non ha sfiorato il predecessore di Gambetti, il cardinale Angelo Comastri (77 anni), che ha rassegnato le dimissioni dopo due anni di prorogatio per raggiunti limiti di età, per i quali a norma di Codice di Diritto Canonico i vescovi ed i cardinali sono tenuti a lasciare i rispettivi uffici al compimento dei 75 anni. L’avvicendamento alla guida della Fabbrica tra Angelo Comastri – chiamato in Vaticano da Giovanni Paolo II nel 2005 pochi giorni prima di morire - e Mauro Gambetti, per circa 7 anni Custode del Sacro Convento dove riposano le spoglie di San Francesco - segna anche l'avvicendamento di un vissuto spirituale tra due uomini profondamente segnati dai rispettivi percorsi sacerdotali e pastorali.

Dei ricordi legati al cardinale Comastri, tra i tanti, i seguitissimi Rosari celebrati in San Pietro specialmente in quest'ultimo anno colpito dal Covid-19, la partecipazione in rappresebtanza del Collegio cardinalizio alle Messe celebrate da papa Francesco senza fedeli, esternando sempre una devozione quasi fisica per la Madonna invocata come madre e speranza più forte del “mare in tempesta della pandemia”. Devozione fatta anche di tanti libri mariani, preghiere, omelie, che hanno segnato anche gli anni di servizio svolto da Comastri dal 1996 alla Santa Casa di Loreto come delegato papale, prima della nomina vaticana. Una devozione mariana “totale” che ha contraddistinto il cammino del cardinale Comastri, che ha fatto praticamente da battistrada alla spiritualità francescana di frà Mauro Gambetti frutto di una vocazione piuttosto matura, con la scelta di entrare in seminario intorno ai 27 anni dopo il conseguimento della laurea.

La professione definitiva nel 1998. Nel Duemila il sacerdozio, quindi un decennio di servizi tra vari incarichi svolto in organismi francescani, finché per il futuro cardinale arriva nel 2009 l’elezione a Ministro Provinciale dei Frati Minori per la zona dell’Emilia Romagna cui segue, nel febbraio 2013, la chiamata a Custode generale del Sacro Convento di Assisi. Concluso il primo quadriennio, arriva nel 2017 la conferma per un secondo mandato che si interrompe il 31 ottobre 2020. Sei giorni prima, all’Angelus del 25 ottobre, frà Mauro apprende della decisione del Papa di crearlo cardinale nel Concistoro del 28 novembre scorso, evento preceduto il 22 novembre dalla consacrazione episcopale. Ed ora eccolo a presiedere le celebrazioni della basilica di San Pietro nella veste di arciprete e a dirigere la Fabbrica di San Pietro, dove tra le prime sfide, la direzione dei lavori di restauri della Cupola michelangiolesca avviati lo scorso anno dal predecessore Comastri pur tra le innumerevoli difficoltà emerse dalla pandemia. Ma frà Mauro non si farà certamente “intimidire”, forte della sua spiritualità francescana e della sua tempra ingegneristica. Orazio La Rocca - vaticanista di Repubblica

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