Lettere al direttore

Il disegno della vita

Redazione

Gentile Padre Enzo,
ho appena finito di leggere ‘La tunica e la tonaca’. Innanzitutto, complimenti! Il tuo libro mi ha fatto tanto riflettere, ma quello che più mi è rimasto impresso è una frase in particolare, che continua a punzecchiarmi il cuore e la mente. Quando scrivi che Gesù ci dice: “Voglio che parli tu, che parli il sogno che io ho posto nel tuo cuore”. Padre Enzo, io già da un po’ sto vivendo un periodo di grande cambiamento e sento sempre di più, in maniera sempre più consape- vole che mi devo ‘lasciar andare’, che il Signore ha già fatto un disegno del- la mia Vita. Che se le cose non vanno come voglio io sempre, è perché Lui chissà che cosa sta organizzando per me. Sento un desiderio di resa a Lui, alla Sua volontà. Ma ho tanta tanta paura di sbagliare. Come faccio a esse- re sicura, a sapere con esattezza qual è il sogno che ha posto nel mio cuore? Sai qual è la mia preghiera preferita di San Francesco, il mio angelo custode? “Signore illumina le tenebre del cuore mio ...”Tu che mi dici padre Enzo? Gra- zie per il tempo che mi dedicherai. Marianna (@) 

 

Cara Marianna,

intanto un pace e bene da Assisi. Sono contento che il testo la Tunica e la To- naca ti abbia aiutato. Per quello che mi accenni, di questo sentimento impor- tante di resa al Signore, il segnale spia che ti può mettere al sicuro è il senso di pace e serenità che sperimenti nel vivere il sogno che tu credi sia il sogno di Dio. La preghiera che citi di France- sco “Alto e glorioso Iddio” è una delle più importanti della spiritualità fran- cescana. Ha segnato il cammino del giovane figlio del mercante Bernardo- ne e di ogni uomo che erra alla ricerca della volontà di Dio. Essa mette in luce le due grandi polarità della relazio- ne con Dio. Da una parte riconoscere Dio come luce che illumina e guida, dall’altra la consapevolezza della pro- pria oscurità e povertà.

Quest’ultimo aspetto ci fa comprendere l’intrinse- co bisogno di Dio. In questo cammino siamo chiamati a rafforzare la fede come rapporto di fiducia in Dio, negli altri e in noi stessi; la speranza come orizzonte che offre sempre nuove possibilità di vita, e quindi di rinascita continua; ed infine la carità che rende concreto l’agire animato dall’amore. Quello che ti auguro, e diventa anche un piccolissimo consiglio in punta di piedi, è di trovare un padre spiritua- le nel tuo paese o nelle zone limitrofi che ti può permettere un confronto più puntuale. Da questo rapporto di fiducia e crescita nello spirito, riparti per es- sere più lieta e più te stessa. Ti auguro ogni bene e coraggio! Un caro saluto di pace e bene.

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