Lettere al direttore

Cuore in mano e giudizio dietro le spalle

Redazione Unsplash

Carissimo padre Enzo,
ascolto le vostre parole e i vostri commenti al Vangelo con molto piacere anche perché onestamente gli altri sacerdoti, che si possono ascoltare in rete, non fanno afferrare bene i concetti! o forse non sono in sintonia con il mio desiderio di semplicità e chiarezza... perché vi scrivo? Onestamente non lo so, probabilmente il motivo sta nel fatto che oggi più di ieri mi sento estremamente sola... eppure ho una famiglia, ho degli amici, ho Dio. Padre Enzo so perfettamente che queste mie parole probabilmente non verranno neanche lette, forse sarà l’ennesimo tentativo di chiedere umilmente una voce amica con cui poter parlare un po’ in questo tempo in cui avvicinarsi o chiedere una chiacchierata diventa quasi una bestemmia. Vorrei poter parlare con qualcuno che abbia cuore in mano e giudizio dietro le spalle, vorrei poter dire che è un periodo difficile e doloroso, ma non solo per il Covid. A volte penso ci sia un pericolo più grande di questo: l’indifferenza nei confronti degli altri che uccide più di quanto possa fare una pandemia. Stefania 

 

Carissima Stefania, 

eccomi qua... dì la verità, non te l’aspettavi vero? Insieme a te, anche io, sono in cerca di persone che hanno “cuore in mano e giudizio dietro le spalle”. È una virtù che costantemente chiedo al Signore per me e per le persone che incontro. Quello che tu dici, della solitudine e dell’indifferenza, è verissimo. Quello che ti chiedo è di guardare l’altro lato della medaglia, di farti presenza per gli altri e vedrai che lentamente la tua solitudine sarà abitata da altre voci. Vedrai come l’indifferenza cederà il passo alla reciprocità. Francesco ce lo dice indirettamente con una preghiera a lui attribuita, che trovo semplicemente meravigliosa, falla tua: Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace: dove è odio, fa ch’io porti amore, dove è offesa, ch’io porti il perdono, dove è discordia, ch’io porti la fede, dove è l’errore, ch’io porti la Verità, dove è la disperazione, ch’io porti la speranza. Dove è tristezza, ch’io porti la gioia, dove sono le tenebre, ch’io porti la luce. Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto: ad essere compreso, quanto a comprendere. Ad essere amato, quanto ad amare poichè se è dando, che si riceve; perdonando che si è perdonati; morendo che si risuscita a Vita Eterna. Amen. Un caro saluto di pace e bene

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