fede

San Francesco e Santiago de Compostela

Antonio Tarallo Ansa - Lavandeira jr

Il possibile viaggio del santo di Assisi

E’ tempo d’estate. E’ tempo di viaggi, di programmare - per quanto possibile date le norme anticovid - possibili luoghi da visitare, esplorare. Il viaggio è stato - da sempre - visto come una possibilità di approfondimento, in generale. Per molti turisti, fare la valigia, andare in qualche luogo è sinonimo di relax, di pace. Un modo per evadere dagli obblighi quotidiani. Per altri, invece il termine “viaggio” è un modo per iniziare un “viaggio” dentro sé stessi. In questo caso, i luoghi prescelti - il più delle volte - rappresentano spazi che suscitano nella memoria collettiva, esperienze profonde, radicali cambi di vita. Di esempi, ce ne sono molti.

Di nomi, tanti. Fra i tanti, uno - in particolare - rappresenta una meta di pellegrinaggio che è rimasta famosa nei secoli. Stiamo parlando di Santiago de Compostela. Il cammino di Santiago - così è comunemente chiamato - è una rete di itinerari che, a partire dal Medioevo, i pellegrini hanno percorso attraverso l'Europa per giungere alla Cattedrale di Santiago di Compostela, presso la quale si troverebbero le reliquie dell'Apostolo San Giacomo il Maggiore. Ad oggi, l'itinerario più utilizzato è il cosiddetto camino Francés, lungo circa 800 km, che normalmente vengono percorsi in circa un mese. Nel 1993 le strade francesi e spagnole che compongono l'itinerario sono state dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Fu nel corso del XIII secolo che si ebbe il maggior sviluppo di tale cammino.

Il cammino è famoso, lo conoscono un po’ tutti. Invece, pochi sanno che ci sono tracce di San Francesco anche in questo cammino. Le fonti francescane - in verità - non hanno da dire molto riguardo l’ipotesi che Francesco sia stato nella famosa città spagnola. Ma c’è un riferimento ben preciso ne “I fioretti” del santo che vale la pena citare per esteso: Nei Fioretti di San Francesco, capitolo IV, è scritto: “Come l’agnolo di Dio propuose una quistione a frat’Elia guardiano d’uno luogo di Val di Spoleto; e perché frat’Elia li rispuose superbiosamente si partì e andonne in cammino di santo Jacopo, dove trovò frate Bernardo e dissegli questa storia. Al principio e fondamento dell’Ordine, quando erano pochi frati e non erano ancora presi i luoghi, santo Francesco per sua divozione andò a santo Jacopo di Galizia, e menò seco alquanti frati, fra li quali fu l’uno frate Bernardo. E andando così insieme per lo cammino, trovò in una terra un poverello infermo, al quale avendo compassione, disse a frate Bernardo: «Figliuolo, io voglio che tu rimanghi qui a servire a questo infermo».

E frate Bernardo, umilmente inginocchiandosi e inchinando il capo, ricevette la obbidienza del padre santo e rimase in quel luogo; e santo Francesco con gli altri compagni andarono a santo Jacopo. Essendo giunti là. e stando la notte in orazione nella chiesa di santo Jacopo, fu da Dio rivelato a santo Francesco ch’egli dovea prendere di molti luoghi per lo mondo, imperò che l’Ordine suo si dovea ampliare e crescere in grande moltitudine di frati. E in cotesta rivelazione cominciò santo Francesco a prendere luoghi in quelle contrade. E ritornando santo Francesco per la via di prima, ritrovò frate Bernardo, e lo infermo, con cui l’avea lasciato. perfettamente guarito; onde santo Francesco concedette l’anno seguente a frate Bernardo ch’egli andasse a santo Jacopo….”.

Le fonti storiche sulla tradizione del viaggio di san Francesco furono studiate nel 1914 dallo storico francescano, frate Atanasio López. Fu lui a dare, per primo - a livello storiografico - il suo personale parere in merito alla possibilità di un viaggio del santo di Assisi a Compostela. Da questo frate francescano, sappiamo, allora che il santo si recò in Spagna dopo la metà del 1213 e ripartì per l'Italia prima del novembre 1215, per assistere al concilio Lateranense convocato da Innocenzo III. In questi studi, però, c’è una lacuna: López non riuscì a ricostruire un vero e proprio itinerario del santo in Spagna, né a verificare se si trattasse di un viaggio o di un soggiorno.

Nella famosa “Vita prima” di Tommaso da Celano si parla di un viaggio in Spagna di San Francesco che era diretto in Marocco. Quello che sappiamo è che fu costretto a tornare indietro da una malattia. Nel Trattato dei miracoli - invece - viene raccontato il suo ritorno dalla Spagna con frate Bernardo, senza aver potuto raggiungere il Marocco. Anche in questo caso non sappiamo se si sia trattato di un viaggio o di una permanenza, né si menziona un pellegrinaggio di Francesco a Santiago.

Come abbiamo compreso, dunque, sul viaggio di San Francesco a Santiago, rimane ancora una sorta di alone di mistero. Quello che invece sappiamo di sicura che la località spagnola divenne meta di pellegrinaggio per molti dei primi seguaci di Francesco. Tommaso da Celano, ad esempio, racconta che ai primordi dell’ordine, quando Francesco era circondato da pochi compagni, c’era fra loro un grande anelito missionario: “Allora frate Bernardo con frate Egidio si incamminò verso il santuario di San Giacomo; san Francesco invece con un altro compagno scelse un’altra località; gli altri quattro, a due a due, si incamminarono verso le altre direzioni”.

Intorno al 1208-09, dunque, furono molti i frati che viaggiarono sulla rotta di Santiago. Certamente, soprattutto negli anni successivi, furono inviati molti frati in Spagna e a Santiago, in particolare. Fonti storiche ci parlano di fra Giovanni Parenti (primo ministro della Spagna) che nel 1212 raggiunse la penisola iberica con circa 100 frati, su mandato del Capitolo Generale. La tradizione vuole che lo stesso san Francesco si fosse unito a questa missione fondando molti conventi, proprio in Spagna.

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