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Non credeva alle stimmate di San Francesco e ne viene colpito anche lui

Gelsomino Del Guercio Pixabay

E’ accaduto a un chierico di nome Ruggero, nei pressi di Potenza

Il “Trattato dei Miracoli” di Tommaso da Celano racconta di un prodigio avvenuto presso Potenza, ad un chierico di nome Ruggero. Di questo prodigio il Trattato ne dà ampia testimonianza.

Ruggero, straziato da lunga infermità, un giorno entrò a pregare per la sua salute in una chiesa, in cui vi era dipinta l'effige di san Francesco d’Assisi, rappresentante le stigmate.

I DUBBI SULLE STIGMATE
Avvicinandosi per pregare presso l'immagine, si inginocchia molto devotamente. Tuttavia, fissando le stigmate del Santo, volge i pensieri a cose vane. Col cuore turbato, cominciò a dire fra sé: "Sarà proprio vero che questo santo sia stato glorificato con tale miracolo, o piuttosto non fu una pia illusione dei suoi? Fu una falsa scoperta e forse un inganno inventato dai frati. Tale prodigio sarebbe superiore ad ogni umano sentire e sarebbe lontano da ogni giudizio della ragione".

LA PIAGA IMPROVVISA
Mentre si disperde in tali pensieri, viene colpito da Dio con una dura piaga, perché impari dalla sofferenza a non bestemmiare.

Viene colpito sulla palma della mano sinistra, poiché era mancino, mentre ode un sibilo come di freccia scoccata dalla balestra. Subito dopo, stupito sia dalla ferita che dal sibilo, si toglie il guanto che portava. Dove non c'era prima alcuna ferita, scopre ora nel mezzo della mano una piaga, come di un colpo di freccia, che gli procurava tanto bruciore, che gli sembrava di venir meno dal dolore. Mirabile a dirsi! Nessun segno di rottura appariva sul guanto, perché alla segreta ferita del cuore rispondesse anche il dolore di una piaga segreta.

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DOLORI TREMENDI
Si lamenta quindi per due giorni e ruggisce esacerbato dal dolore acutissimo, rivelando a tutti il mistero del suo incredulo cuore. Confessa di credere che in san Francesco vi furono davvero le sacre stigmate e giura assicurando che era scomparso in lui ogni fantasma di dubbio. Supplica quindi il Santo di Dio, di essere aiutato per merito delle sacre stigmate, e pregando versa molte lacrime.

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IL NUOVO MIRACOLO
Nuovo miracolo: svanita l'incredulità, la guarigione del corpo segue alla guarigione dello spirito. Sparisce ogni sofferenza, si calma il bruciore, scompare ogni segno della ferita. Quell'uomo diviene umile davanti a Dio, devoto al Santo e legato all'Ordine dei frati da perenne amicizia. Questo miracolo fu sottoscritto con giuramento e controfirmato dal vescovo locale.

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