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La Marcia Francescana in Terra Santa

Gelsomino Del Guercio cmc-terrasanta.org/it/

90 giovani in cammino

La Marcia Francescana in Terra Santa è diversa da tutte le altre. Perchè solca i luoghi di Gesù e ti riempie il cuore come nessun altro pellegrinaggio.  Con il titolo "Non abbiate paura di prendere il largo", la trentesima marcia francescana è iniziata il 2 agosto dal villaggio di Horfesh al confine libanese, passando per Fassuta, Ma'aliya, Nazaret, fino al monte Tabor.

Alla marcia di quest'anno hanno partecipato una novantina di persone, informa cmc-terrasanta.net,  venute da diverse città e villaggi della Terra Santa, con la sete della parola del Signore e l'entusiasmo per una nuova avventura alla ricerca di se stessi.

LO SFORZO DELLA CROCE

«Tra il punto di partenza ed il punto di arrivo», ha detto fra Raffaele, della Custodia di Terra Santa, «c’è uno sforzo che dobbiamo fare, un peso di cui farci carico e una croce che dobbiamo portare» e ha invitato i giovani ad ascoltare la voce di Dio che sussurra nei cuori, per andare sempreavanti e ascendere verso l’alto. 

LE VALLI SOLCATE DA CRISTO

Lungo la strada tra valli, colline e montagne, il rumore, la falsità e le maschere della vita sono svanite, e la voce di Dio è diventata chiara nelle orecchie dei giovani partecipanti alla Marcia Francescana. Spiega Lareen Lahham, intervistata dal web tv della Custodia di Terrasanta: «La marcia è vita, è la mia seconda casa, aspetto tutto l'anno per vivere questa settimana. I momenti più belli della mia vita ho vissuto durante la marcia francescana». 

“LI AIUTIAMO A PRENDERE IL LARGO”

Per Fra Raffaele Tayyem, Responsabile delle vocazioni e incaricato della marcia francescana in Terra Santa, «cerchiamo di aiutare i giovani "a prendere il largo", come San Pietro, ad abbattere le barriere che sono state messe dalla società, da loro stessi o da altre circostanze, per iniziare il processo di ricerca del vero significato della vita, scoprendo la presenza di Dio nella loro vita e la necessità di vivere alla presenza di Dio continuamente, non solo all'interno delle mura della Chiesa o delle sale di riunione, ma in ogni momento della loro vita».

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“PER ME E’ UNA FUGA DAL MONDO ESTERNO”

Mary Hashmoun, partecipante proveniente da Cana osserva: «Questa è la mia seconda marcia, mi sento davvero a mio agio qui. Viviamo esperienze spirituali in ogni momento del cammino. Questo posto per me è una fuga dal mondo esterno, per andare più in profondità in me stessa. Mi sento felice e so che Gesù è al mio fianco: questo mi ha fatto piangere, per quanto è stata grande la gioia che ho provato».

IL MESSAGGIO DI MONS. PIZZABALLA

Per Mons. Pizzaballa, ofm, Patriarca Latino di Gerusalemme, «Nella Chiesa abbiamo sempre problemi e tante sfide, ma è sempre importante e bello incontrare i giovani - in questo caso nella marcia francescana - che sono pieni di entusiasmo e che portano spirito nuovo alla Chiesa. Ci sono tante domande, ma anche tanto impegno. Ciò di cui abbiamo bisogno è l'impegno per il bene della Chiesa, per il bene della nostra comunità. La nostra comunità ha ancora bisogno dello spirito nuovo che questa gioventù porta con sé». 

 

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