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Padre Enzo: La visione di Bergoglio nel Manifesto di Assisi

Enzo Fortunato Jean Carlos
Pubblicato il 02-09-2021

Articolo per Corriere della Sera

«Peggio di questa crisi, c'è solo il dramma di sprecarla». Fu il monito di Papa Francesco. Una crisieconomica, sociale e spirituale delle dimensioni che stiamo vivendo, colpisce prima di tutto chi giàprima era in difficoltà. Ho riletto di recente l'enciclica Laudato si' . E devo confessare che mi è sembrato di rileggere unaprofezia che si è avverata.

Tutti i problemi che ora la pandemia ha reso macroscopici e ineludibili erano stati rilevati conprecisione impressionante: da una globalizzazione senza criterio né misericordia, dalla violenzaesercitata sul creato, allo sfruttamento degli esseri umani. Papa Francesco già parlava dellanecessità di una «ecologia integrale»: una nuova consapevolezza umana e insieme ecologica. «L'autentico sviluppo umano possiede un carattere morale e presuppone il pieno rispetto della personaumana, ma deve prestare attenzione anche al mondo naturale. [...] Il mondo non può essere analizzatosolo isolando uno dei suoi aspetti, perché il libro della natura è uno e indivisibile e includel'ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali».

È da queste premesse e sullaspinta della pandemia che è nato il Manifesto di Assisi , che insieme all'amico fraterno ErmeteRealacci portiamo avanti con grande attenzione. Mi accompagna il libro di Miguel Benasayag, Funzionareo esistere , dove lo psicoanalista franco-argentino si domanda se esista una via di fuga verso un'ideanon strumentale dell'uomo e della natura. La grande macchina tecnologica sovrasta infatti ormai ancheil senso dell'essere uomini e spesso sembra che la dignità umana dipenda dal ruolo, dall'utilità edalla funzione che essi svolgono nella società.

Persino la natura diventa puro e semplice mezzo.Benasayag, da laico, si domanda come l'educazione possa far fronte a questa deriva funzionalistica,dove chi non è utile perde di definizione e si ritrova con la vergogna di sentirsi un peso. Dove lanatura viene predata fino a distruggerla. Con il Manifesto abbiamo qualcosa da dire in proposito: nonsiamo fatti per essere pezzi di ricambio di una macchina. San Francesco considerava tutti fratelliperché tutti irripetibili e tutti preziosi. L'uomo è una creatura, la natura un dono, nessuno nei dueè un segmento produttivo. (Corriere della Sera)

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