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I genitori di Francesco: Pietro di Bernardone e Madonna Pica 

Felice Autieri
Pubblicato il 02-04-2026

Dall’impero commerciale dei "nuovi ricchi" alle radici segrete in terra di Francia: ecco chi erano i pilastri della famiglia più famosa d’Assisi

Pietro Bernardone, il padre
Dietro l’iconografia del “Poverello” di Assisi si cela la storia di Giovanni Bernardone, figlio della nuova borghesia del XIII secolo.
Correva l’anno 1182 quando in una Assisi in pieno fermento comunale nasceva Giovanni Bernardone. Per il mondo sarebbe diventato Francesco, ma per la sua famiglia era, innanzitutto, l’erede designato di un impero economico in ascesa.

Suo padre, Pietro Bernardone, non era un semplice bottegaio, era quello che oggi definiremmo un imprenditore globale ante litteram.
Operava in quella zona grigia e dinamica tra il commercio tessile e l’alta finanza. La sua fortuna non derivava solo dalla bottega di Assisi, ma da una rete capillare di scambi: frequentava le grandi fiere internazionali, acquistava stoffe pregiate nelle zone di produzione e le rivendeva nei mercati locali. Il suo patrimonio era diversificato e solido, composto da rendite fondiarie nel contado, prestiti a interesse e, soprattutto, un rilevante portafoglio immobiliare urbano.

Se ancora oggi gli esperti si interrogano su quale sia l’esatta casa natale di Francesco, è proprio a causa dell’abbondanza di proprietà dei Bernardone: una famiglia di “nuovi ricchi” che aveva ridisegnato la geografia immobiliare della città.
In questo contesto, Francesco non crebbe tra privazioni, ma immerso in una cultura pragmatica. Il giovane Giovanni acquisì un’esperienza concreta nel gestire beni e nel maneggiare denaro, comprendendone precocemente il ruolo centrale nelle relazioni sociali e nel potere cittadino. Pietro Bernardone vedeva nel primogenito il suo naturale successore.
Tra i due esisteva un legame speciale, fondato sulla proiezione delle ambizioni paterne: Francesco fu scelto e addestrato per il mestiere del commercio, uno spazio che il giovane sembrava inizialmente accettare con entusiasmo, vedendovi una via per l’affermazione sociale. Tuttavia, le fonti biografiche come quelle di Tommaso da Celano e Bonaventura da Bagnoregio, dipingono un quadro contrastante di questa giovinezza. Se Bonaventura tenta di mitigare i toni per proteggere l'immagine del Santo, il Celano nella sua Vita beati Francisci descrive un’educazione quasi "negativa": una crescita all’insegna della vanità e della dissolutezza, favorita da genitori che permettevano al figlio di vivere come un nobile gaudente.
Il ritratto di Pietro Bernardone che emerge dalle cronache è quello di un uomo intrepido, capace di grandi visioni commerciali ma dotato di un carattere iroso e all’occorrenza, violento. La sua era una determinazione feroce nel difendere ciò che aveva costruito. Le fonti parlano spesso di “denaro di male acquisto”, un’espressione che suggerisce come la ricchezza dei Bernardone fosse macchiata dalla pratica dell’usura, allora condannata dalla Chiesa ma pilastro dell'economia mercantile. È proprio questo denaro, frutto di pratiche ambigue, che Francesco sarà chiamato a restituire in un atto di rottura totale che segnerà l'inizio della sua conversione.

Madonna di Pica, la madre
Se la figura del padre è ingombrante e terrena, quella della madre, Madonna Pica (o Iohanna), resta avvolta in una suggestiva aura di mistero. Le Fonti Francescane citano il suo nome una sola volta, grazie alla testimonianza di un notaio di Assisi, eppure è in lei che risiede la chiave dell’internazionalità di Francesco.
L’ipotesi che Pica fosse francese è estremamente verosimile - la tradizione tramanda che sia originaria della Provenza - tuttavia il soprannome "Pica" potrebbe derivare da pique, indicando la provenienza dalla Piccardia, regione strategica situata tra la Champagne e le Fiandre, terre che rappresentavano il cuore pulsante del commercio europeo, sedi di fiere internazionali dove Pietro Bernardone si recava regolarmente per affari.
È proprio in assenza del marito, impegnato in uno di questi viaggi, che la madre scelse per il figlio il nome Giovanni ma, al suo ritorno, Pietro impose il nome "Francesco" proprio in onore di quella terra, la Francia, che rappresentava la fonte della sua ricchezza e della sua cultura cosmopolita.
Da qui deriverebbe non solo la perfetta conoscenza della lingua francese che il Santo dimostrò in diverse occasioni, ma anche quel gusto per la cortesia e la poesia trobadorica che avrebbe poi trasfigurato nella sua spiritualità.

Un destino riscritto
Francesco d’Assisi non nacque dunque nel vuoto della povertà, ma nel pieno di un’esplosione economica. La sua santità non fu l'assenza di mezzi, ma la rinuncia consapevole a un patrimonio che conosceva fin troppo bene.
Tra l'eredità commerciale di un padre autoritario e il richiamo transalpino di una madre dai confini incerti, Giovanni Bernardone scelse di diventare "Francesco", trasformando il linguaggio del commercio in quello del dono e le case del padre nella casa universale della fratellanza.

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