Serie TV

Episodio 17: Santi che si incontrano

Eugenio Bonanata e Daniele D’Elia Telepace
Pubblicato il 17-10-2021

Un episodio pietra miliare nella storia dell'ordine francescano

Padre Enzo ricorda, oggi, un episodio che è pietra miliare nella storia dell'ordine francescano. Nel 1221, anno della Regola non Bollata, cinquemila frati si danno convegno ad Assisi per un Capitolo. I "Fioretti" (n. XVIII) riportano i particolari del "maraviglioso" evento, "in quella pianura intorno a Santa Maria", dove "a i frati a schiera a schiera, qui quaranta, ove cento, dove ottanta insieme" discutevano di varie questioni.

 

L'ignoto toscano, autore del testo, spiega la denominazione data a celeberrimo Capitolo, detto "di graticci ovvero di stuoie": vi erano, infatti, "in quel campo tetti di graticci e di stuoie, e distinti per torme, secondo i frati di diverse Provincie". In questo richiamato contesto si incontrano i due più grandi santi dell'ordine francescano. Qui, ha inizio, infatti, la vicenda di Sant'Antonio di Padova, originario del Portogallo, che, agli albori del suo ingresso nell'ordine, viene inviato all'eremo di Montepaolo, non lontano da Forlì, dove già vivevano sei frati. Il santo di Lisbona rimane un anno in questo luogo e poi si dedica incessantemente alla predicazione nelle città della Romagna. Fonda nel 1223 il primo studentato teologico francescano a Bologna e la sua iniziativa è approvata da San Francesco che, con una lettera, lo rassicura: "mi piace che tu insegni teologia ai nostri fratelli, a condizione però che, a causa di tale studio, non si spenga in esso lo spirito di santa orazione e devozione, com'è prescritto nella regola". Il serafico chiede, cioè, che i frati siano istruiti ma conservino lo spirito della preghiera. Per il poverello è importante soprattutto l'esemplarità della vita, prima ancora della sapienza dottrinale. A questo proposito padre Enzo ricorda il confronto tra San Francesco, che considerava se stesso ignorante e bisognoso d'istruzione, e un dottore dell'ordine dei predicatori. I due avevano discusso dell'interpretazione da dare ad una sentenza della Sacra Scrittura. Alla fine, dopo il dialogo, il domenicano avrebbe asserito: “la teologia di questo uomo, sorretta dalla purezza e dalla contemplazione, vola come aquila. La nostra scienza invece striscia terra terra”.

 

Dopo il “Capitolo delle stuoie”, il primo vero Capitolo Generale, i francescani furono inviati come missionari in terre d'oltralpe e nei territori invasi dai Saraceni. E in Marocco verranno uccisi nel 1220 “Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto” considerati i Protomartiri Francescani.

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