religione

Il Padre Nostro, il filo rosso che lega Francesco a Gesù

Antonio Tarallo

E’ la preghiera per antonomasia. L’unica preghiera che Gesù ci ha insegnato, quella che ci vede tutti “fratelli” al cospetto di Dio: è il Padre nostro. Nel Vangelo, infatti, troviamo Gesù che, interrogato dai suoi discepoli sul “come” pregare, risponde (in Matteo 6, 9-13): “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano,e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,ma liberaci dal male”.

E anche San Francesco fu interrogato dai suoi discepoli sul “come” pregare: Quando poi i frati gli chiesero che insegnasse loro a pregare, Francesco disse:“Quando pregate, dite: ‘‘Padre nostro’’, e ‘‘Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese che sono in tutto il mondo, e ti benediciamo perché , per mezzo della tua santa croce, hai redento il mondo’’ . Così, ci scrive Bonaventura da Bagnoregio, nella sua Leggenda Maggiore (FF 1068)

E’ davvero singolare - non è possibile negarlo - che proprio all’alter Christus, venga posta la stessa domanda. Francesco - lo sappiamo bene - rappresentava per i primi frati la guida spirituale, la “voce” da ascoltare, per camminare verso Cristo, con Cristo al fianco. E, il nucleo del cammino spirituale a cui ogni fratello viene chiamato, per il santo di Assisi, è proprio la preghiera che diviene, tempio sacro. Lo stesso San Francesco - “l’uomo fatto preghiera”, per usare la famosa immagine del Celano - insisteva molto sulla pratica della preghiera, e - in diverse occasioni - il riferimento proprio al “Padre nostro” si fa più volte insistente, potremmo dire. Come, ad esempio, quando istruisce il popolo di Dio, nella sua Lettera ai fedeli, III (in Fonti Francescane 188):
Ed eleviamo a lui lodi e preghiere giorno e notte, dicendo: “Padre nostro, che sei nei cieli”, poiché bisogna che noi preghiamo sempre senza stancarci.

E’ affascinante questa immagine che San Francesco ci dona: la lode è citata assieme al Padre nostro. Infatti, se ci pensiamo bene, è lo stesso Padre nostro ad assurgere - per Francesco - a preghiera di lode: il riconoscere Dio come Padre premuroso verso ogni suo figlio, non può che essere una lode. E, noi contemporanei, possiamo solo immaginare con quale intensità, forza, il santo di Assisi potesse pregare la famosa preghiera dettata da Gesù. E’ facile pensare che proprio in questa preghiera, il santo, divenisse quel “tutt’uno” che Celano ci descrive. E’ la forza della preghiera ininterrotta ad alimentare la fede in San Francesco, in questo continuo spogliarsi di sé stesso per poter sposare Cristo.

E sempre costruiamo in noi un’abitazione e una dimora permanente a lui, che è il Signore Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, che dice: «Vigilate dunque e pregate in ogni tempo, perché siate ritenuti degni di sfuggire a tutti i mali che stanno per venire e di stare davanti al Figlio dell’uomo. E quando vi metterete a pregare, dite: Padre nostro che sei nei cieli». E adoriamolo con cuore puro, «perché bisogna pregare sempre senza stancarsi mai»; infatti «il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano, bisogna che lo adorino in spirito e verità.

Così ammonisce il Poverello di Assisi, nella sua Regola non bollata (in Fonti francescane, 66).

Ed è da questa sua incessante frequentazione della “preghiera del Signore” che è nata, nella maturità di Francesco, la Parafrasi del Padre nostro (FF 266-275). Ma, entrando bene dentro a questa parafrasi, scopriamo - con un po’ di meraviglia - che non può essere letta come semplice commento alla preghiera suggerita da Gesù. La Parafrasi del Padre Nostro sembra quasi essere una “preghiera nella preghiera”, una sorta di “meditazione pregata”. Il termine - è vero - non esiste, “meditazione pregata”, ma forse potrebbe bene esprimere il contenuto, il valore di questa parafrasi che parafrasi non è. E, allora, non ci rimane altro che pregare assieme a Francesco il “suo” Padre nostro, con le parole che ci ha lasciato:

“Padre Nostro Santissimo
Creatore, Redentore, Consolatore e Salvatore nostro
Che sei nei cieli...
negli Angeli e nei Santi
illuminandoli a conoscere che tu, Signore, sei luce;
infiammandoli ad amare, perchè tu, Signore, sei amore;
inabitando in essi, pienezza della loro gioia
poichè tu, Signore, sei il sommo bene, eterno,
dal quale viene ogni bene, senza il quale non viè alcun bene.
Sia santificato il tuo nome...
si faccia più chiara in noi la conoscenza di te,
per poter vedere l'ampiezza dei tuoi benefici,
l'estensione delle tue promesse, i vertici della tua maestà,
le profondità dei tuoi giudizi
Venga il tuo regno...
affinchè tu regni in noi per mezzo della grazia
e tu ci faccia giungere al tuo regno dove ti vedremo senza ombre,
dove sarà perfetto il nostro amore per te,
piena di gioia la nostra unione con te, eterna la nostra felicità.
Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra...
affinchè ti amiamo con tutto il cuore sempre pensando a te;
con tutta la mente, orientando a te tutte le nostre intenzioni
e in ogni cosa cercando il tuo onore.
Fa' che possiamo amare il nostro prossimo come noi stessi,
trascinando tutti al tuo amore,
godendo dei beni altrui come dei nostri,
aiutando gli altri a sopportare i mali e non recando offesa a nessuno.
Dacci il nostro pane quotidiano...
il tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù Cristo, da' a noi oggi
a ricordo e riverente comprensione di quell'amore che ebbe per noi,
e di tutto ciò che per noi disse, fece e patì.
Rimetti a noi i nostri debiti...
per la tua ineffabile misericordia
in virtù della passione del Figlio tuo e per l'intercessione e i meriti
della beatissima Vergine Maria e di tutti i santi.

Come noi li rimettiamo ai nostri debitori...
e quello che noi non sappiamo pienamente perdonare,
tu, Signore fa' che pienamente perdoniamo,
sì che, per amor tuo, si possa veramente amare i nostri nemici...
e a nessuno si renda male per male, e si cerchi di giovare a tutti in te.
Non ci indurre in tentazione...
nascosta o manifesta, improvvisa o insistente.
E liberaci dal male...
passato, presente e futuro.
Amen

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