religione

Francesco e la logica straordinaria del Vangelo

Redazione
Pubblicato il 28-02-2026

Omelia del Ministro generale OFMConv fra Carlos Trovarelli

Proponiamo di seguito il testo dell'omelia pronunciata dal Ministro generale dei frati minori conventuali fra Carlos A. Trovarelli oggi, 28 febbraio, nella celebrazione presieduta in occasione dell'ostensione delle spoglie mortali di san Francesco.


Nel contesto dell'ostensione delle reliquie di Francesco d’Assisi in Basilica Inferiore possiamo quest'oggi domandarci che cosa siamo venuti a vedere, o meglio, chi siamo venuti a incontrare. Oggi possiamo venerare attraverso una teca trasparente le fragili ossa di un uomo piccolo di statura che ha creduto nella forza dell'amore di Dio che tutto trasforma. Sono sicuro che i nostri cuori si avvicinano a quelle povere ossa non con atteggiamento di curiosità, ma con sentimenti di ammirazione e di vera devozione.

Non onoriamo infatti delle ossa inaridite, ma riconosciamo in san Francesco d’Assisi un piccolo uomo, sì, ma anche e soprattutto un giovane che scoprì la vita vissuta in pienezza, un grande fatto sì piccolo per amore al Vangelo. Siamo pellegrini per onorare le reliquie di colui che si è lasciato appoggiare dall'amore di Dio Padre, dalla misericordia di Gesù Cristo e dalla suave e delicata azione dello Spirito Santo. Siamo venuti a vedere l'uomo che abbracciò i lebbrosi, che offrì il perdono a briganti che lo avevano derubato, che rese docile un lupo, che fece una crociata senza usare armi, se non quella dell'Annuncio di Cristo Salvatore.

Siamo venuti ad Assisi per trovare e riprendere forza da uno che si è lasciato abbracciare dal crocifisso e che rimase trafitto dal suo amore indicibile. Al tempo di Francesco c'erano tanti grandi signori, i suoi contemporanei, re, imperatori, uomini di Chiesa, conosciuti oggi attraverso i libri di storia, ma ormai appartenenti al passato. Dell'umile vita di Francesco d’Assisi, invece, non si è mai persa la memoria, tanto che ancora oggi la sua presenza è più viva che mai.

Tutto questo ci parla di una nuova logica, di criteri sconvolgenti, capaci di rinnovare tutto secondo un nuovo ordine nella creazione, a immagine di Cristo, uomo nuovo. E quest'oggi nel Vangelo ci vengono offerti alcuni tratti di questa nuova logica, che ha la capacità di rinnovare noi e il mondo. Amate i nemici, pregate per quelli che vi perseguitano, se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Ecco, il Signore ci chiama a trovare lo straordinario che c'è nella logica del Vangelo.

Ci risulta normale corrispondere al bene di chi ci vuole bene, così come ricambiare il risentimento o il rancore con ancora più ira o irritazione. Facilmente cadiamo nella logica della reazione per proteggerci dall'altro, dal nemico, un meccanismo certamente di difesa. Questa è la logica della guerra, e ne sappiamo bene questi giorni.

Ma il Signore ci invita a imparare la logica della gratuità, amare con l'amore gratuito di Dio, perdonare con il cuore misericordioso di Cristo, ben oltre alle ragioni mondali. Allora, in quelle fragili ossa di Francesco, riconosciamo che questa nuova logica è possibile, e possiamo cominciare a capire cosa sia, per esempio, quella perfetta Letizia, quel racconto che sicuramente tanti di noi hanno letto nei Fioretti, e che non consideriamo solo come un gesto eroico, ma come un segno di vera conversione, di nuova mentalità. Quando Gesù parlava di amore al prossimo, sapeva bene di riferirsi a persone che consideravano l'amore come qualcosa da riservare alle persone care, agli amici, a quanti la pensavano come loro.

Il messaggio di Gesù va oltre, è l'atteggiamento del buon samaritano che apre nuove prospettive sull'umanità, e cioè decidere di farsi prossimo. Decidere di farsi prossimo a coloro che ci stanno accanto, anche ai lontani e perfino ai nemici. Gesù vola alto, ben alto, superando il legalismo o il centrarsi soltanto nella propria razza, nei propri amici.

Se amiamo soltanto chi ci ama, o salutiamo solo chi ci saluta, o apprezziamo solo chi ci stima, cosa facciamo di straordinario? Il 3 ottobre 2020, Papa Francesco, pellegrino sulla tomba di San Francesco, firmò l'enciclica Fratelli Tutti, sulla fraternità e l'amicizia sociale. Qui, in cripta.

E ha firmato questa enciclica per proporre a tutti una forma di vita dal sapore evangelico, ispirata alla testimonianza del Santo di Assisi, e profondamente radicata sui valori del Vangelo che superano ogni umana consuetudine. Vogliamo oggi rinnovare il nostro proposito di servire il Signore come ha fatto san Francesco, chiedendo il dono dello Spirito Santo per vivere il valore della vita della fraternità, della vera e perfetta Letizia, e di quel carisma francescano che in 800 anni di storia continua a portare i frutti di grazia e di santità.

Buon pellegrinaggio a tutti.

 

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