francescanesimo

Liberi insieme: il numero di maggio della rivista San Francesco

Redazione
Pubblicato il 12-05-2026

Disponibile in cartaceo e in digitale: focus sulla libertà con uno sguardo sul mondo dei giovani.

Il numero di maggio della rivista San Francesco Patrono d’Italia esplora il tema della libertà, vista non come affermazione individualistica, ma come crescita personale attraverso relazioni, collaborazione e amicizia. In questo senso il focus di questa tematica tocca particolarmente (anche se non esclusivamente) il mondo dei giovani e approfondisce alcune delle questioni più urgenti del presente: il rapporto con il web e i social media, la salute mentale, la solitudine, il dialogo intergenerazionale, il legame con la politica e le istituzioni, fino al valore dell’ascolto e al ruolo degli psicoterapeuti come figure di supporto.

In un’epoca di connessioni sempre più numerose, ma spesso accompagnate da un crescente isolamento, il giornale offre un percorso di lettura che cerca di comprendere, senza giudicare, il vissuto delle generazioni in un contesto in rapido cambiamento.

Oltre i dati sociologici, si sceglie di ascoltare ciò che rivelano: una gioventù profondamente connessa, ma spesso esposta a solitudine, disorientamento e al bisogno di riconoscimento e sostegno. Emerge un mondo giovanile attraversato da fragilità reali, ma anche da una domanda viva di senso, di relazioni vere, con adulti capaci di presenza e responsabilità. Non siamo davanti a ragazzi da classificare in maniera frettolosa e generica, ma a volti e storie che chiedono ascolto, fiducia e luoghi in cui poter crescere senza sentirsi smarriti. In questa prospettiva, accanto alla lucida provocazione di Matteo Lancini, anche l’intervista a don Davide Banzato offre una chiave preziosa: il richiamo a san Francesco diventa per i giovani un invito a ritrovare il proprio “nord”, a non temere le domande più profonde del cuore e a riscoprire, nella relazione con Dio e con gli altri, una strada possibile di pienezza e di speranza.

Il mensile affronta questi temi in articoli come Giovani e Web: libertà o dipendenza, Dove imparano chi sono, La generazione che disturba (gli adulti) e negli approfondimenti dedicati all’illusione della compagnia digitale e agli adolescenti Solitudini. Connessi, isolati e molto fragili. Storie personali, testimonianze e analisi si intrecciano per offrire ispirazioni su come abitare creativamente questo nuovo contesto, restituendo il volto concreto di una generazione in cerca di parole, riferimenti e presenza dagli adulti. Tra queste, la vicenda di Kaley G.M., ventenne segnata fin dall’infanzia da un uso smodato dei social, e i racconti di Leonardo, Eleonora e Alì, che rendono visibile quanto il disagio giovanile domandi ascolto autentico prima ancora di risposte rapide.

Di particolare rilievo è il colloquio con Matteo Lancini, che pone una domanda capace di inquietare e illuminare: «Perché i giovani, invece di ribellarsi, sono autolesionisti, soffrono d’ansia e cercano lo sguardo di ritorno di adulti che li ignorano?». Una riflessione che attraversa l’intero numero e invita il mondo adulto a interrogarsi sul proprio compito educativo, affettivo e sociale. In questo orizzonte si colloca anche il richiamo contenuto nel messaggio di Leone XIV per la LX Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali: «Da sempre l’uomo è tentato di appropriarsi del frutto della conoscenza senza la fatica del coinvolgimento, della ricerca e della responsabilità personale. Rinunciare al processo creativo e cedere alle macchine le proprie funzioni mentali e la propria immaginazione significa tuttavia seppellire i talenti che abbiamo ricevuto al fine di crescere come persone in relazione a Dio e agli altri. Significa nascondere il nostro volto, e silenziare la nostra voce».

ll numero di maggio amplia lo sguardo con esperienze che parlano - ai giovani e non - attraverso fede, cultura e relazioni. Nella già citata intervista a don Davide Banzato, il riferimento a san Francesco si fa invito a ritrovare un orientamento interiore e una forma piena dell’amore capace di dare senso alla vita. Allo stesso modo, la storia di Luca Pennacchioni e Claudia Spedaliere, fondatori del Piccolo Teatro di Prova di Roma, racconta la nascita di uno spazio culturale e sociale che è insieme presidio artistico e luogo di accoglienza, nato dal desiderio concreto di generare comunità.

Continua l'approfondimento francescano (composto da un inserto estraibile da collezionare) per questo anno centenario attraverso 28 pagine interamente dedicate al Santo di Assisi (vita, spiritualità, scritti) e all’impatto che, attraverso persone e idee, egli ha avuto anche nei secoli successivi, fino ad oggi, proprio nell’arte, nella tecnologia, nella scienza, nella società. Tra gli autori delle rubriche Costantino D’Orazio, Felice Accrocca, Giovanni Grado Merlo, Emil Kumka, Felice Autieri, Emanuele Rimoli, Donato Pirovano, Paola Maurizi.

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