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I tormenti di un giovane francescano

Gelsomino Del Guercio cmc-terrasanta.com

La storia di fra George Haddad, Custodia di Terra Santa

Una vocazione tormentata, difficile: fra George Haddad, francescano, della città di Jenin, in Terra Santa, ha lottato duramente con la sua famiglia prima di abbracciare serenamente l’incontro con Dio, “scoperto” nella chiesa della sua città. Oggi ha deciso di raccontare “senza censure” quel momento così difficile che ha vissuto.

SULLE ORME DI SAN FRANCESCO
Racconta a Terra Santa News di aver passato «due anni e mezzo molto difficili, perché vivevo tutto questo da solo. E ciò che rendeva la cosa ancora più difficile era l’atteggiamento dei miei genitori, la loro incomprensione e la loro mancata accoglienza dell’esperienza che stavo vivendo sulle orme di S. Francesco», afferma frate George.

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GLI STUDI ALL’ESTERO
Non è stato facile per la famiglia di Fra’ George accettare la sua vocazione, e per il figlio lasciare le comodità della vita, i progetti economici della famiglia e molti anni di studio all’estero, per diventare frate. «Per circa tre anni, miei genitori non hanno accettato la mia scelta, e questo è stato molto difficile per me».

LA FORZA DI DIO
Ma anche nei momenti più difficili, «Dio dà forza all’uomo per portarlo alla maturità interiore e tutto quello attraverso cui sono passato è stato molto importante sia per me sia per i miei genitori, per raggiungere insieme questa maturità, e per comprendere meglio il messaggio di Dio nella vita di ognuno di noi».

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LA RICHIESTA DI FRA GEORGE
«Chiedo a Dio - afferma fra George - che presto mi dia anche la grazia di servire di più nel suo campo. Il campo di Dio ha bisogno di ciascuno di noi, non solo dei consacrati, ma di ogni cristiano, perché questa è la nostra vocazione fondamentale: essere veri testimoni dell’amore di Cristo nella nostra vita».

IL “PENTIMENTO” DELLA MADRE
Sua madre Abeer Haddad, commenta così la vocazione del figlio: «Mi dispiace e mi pento davvero, perché ho combattuto mio figlio per tutto questo tempo. Questa è una chiamata divina, e ora che sta completando il suo viaggio chiedo a Dio di benedirlo. Signore benedici mio figlio e sii con lui in ogni passo, Signore. Che Dio ti protegga».

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