francescanesimo

I prodigi di San Francesco con gli animali

Gelsomino Del Guercio

Tra i prodigi di San Francesco con gli animali, due sono accaduti nello stesso luogo: un lago in provincia di Rieti. Qui Francesco passò perché lo specchio d’acqua si trovava nella Valle Reatina, verso Greccio. Il Trattato dei Miracoli spiega come sono avvenuti i due prodigi.

IL PRIMO PRODIGIO
Mentre un giorno il beato Francesco attraversava, su di una piccola barca, il lago di Rieti diretto verso l'eremo di Greccio, un pescatore gli offrì un uccello fluviale, con cui rallegrarsi davanti al Signore. Il beato padre lo prese con gioia e lo invitò con dolcezza a volare via liberamente. Esso non voleva andarsene e si rannicchiava come in un nido nelle sue mani, il Santo allora, alzati gli occhi al cielo, rimase a lungo in preghiera.

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L’ESTASI
Dopo una lunga pausa, come ritornato in sé da un'estasi, comandò dolcemente all'uccello di ritornare senza timore alla libertà di prima. Ricevuto dunque il permesso con la sua benedizione, lietamente, con un battito d'ali l'uccello volò via liberamente.

IL SECONDO PRODIGIO
Un'altra volta, sullo stesso lago, viaggiando su di una barchetta, giunse al porto, dove gli fu offerto un grosso pesce ancor vivo. Chiamandolo egli con il nome di fratello, secondo la sua usanza, lo rimise in acqua vicino alla barca. Ma il pesce giocherellava in acqua presso il Santo, che con gioia lodava Cristo Signore. Il pesce non si allontanò da quel posto, fino a ché non gli fu ordinato dal Santo.

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