francescanesimo

Fra Marco Moroni: Ogni istante è prezioso

Fra Marco Moroni web

Una riflessione sul valore del tempo

Leggendo e rileggendo la Regola non bollata, di cui ricordiamo gli ottocento anni, trovo che nella sezione conclusiva san Francesco porge una forte raccomandazione ai suoi frati perché amino, onorino, adorino, servano, lodino, benedicano, glorifichino, magnifichino e ringrazino (quanti verbi!) Dio in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente (cf cap. 23).

La lettura di questa lunga raccomandazione, unita al fatto che sto scrivendo proprio all’inizio di un nuovo anno, mi ha indotto a soffermarmi con voi sul valore del tempo, di ogni tempo.

Per ciascuno di noi c’è stato e ci sarà il tempo della serenità e della pace, quello della tristezza e della rassegnazione, quello del dubbio e del turbamento, c’è stato e ci sarà il tempo della preghiera fiduciosa e quello della domanda struggente… O, come dice il libro biblico di Qoelet (3,2-8) c’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare quel che si è piantato.

Un tempo per uccidere e un tempo per curare, un tempo per demolire e un tempo per costruire. Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per fare lutto e un tempo per danzare. Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttar via. Un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Sono convinto che ogni istante di vita è dono inaspettato, immeritato, motivato solamente dall’amore di Dio. Ricordo che già anni fa, quando ero più giovane, ero solito dire che mi bastava ciò che avevo vissuto, che non desideravo altro, che ero pronto a lasciare questa vita. E se ciò suscitava in qualcuno un certo stupore replicavo: «Che posso chiedere altro? Nulla mi era e nulla mi è dovuto».

Non abbiamo fatto nulla per poter accampare la pretesa di aggiungere un giorno solo alla nostra esistenza! Possiamo solo ringraziare per il tempo che ci è stato donato finora, per gli innumerevoli istanti di cui la nostra vita fino a questo momento è stata costituita. Ringraziare per il dono del tempo, di ogni tempo e trafficare il dono. E anche ringraziare in anticipo per il tempo che ci sarà dato, ringraziare e far fruttificare.

Per questo ogni istante è prezioso, non va sprecato. Senza ossessioni, certo, cioè non in una logica utilitaristica e mercantile per la quale in ogni momento devo produrre: c’è il tempo del lavoro, dell’impegno, quello delle relazioni, il tempo dello svago e il tempo del riposo. Ma il lavoro e non l’affanno, l’impegno e non la presuntuosa superbia di chi immagina di poter fare tutto da sé, le relazioni gratuite e non l’approfittamento, lo svago e non la dispersione, il riposo rigenerante e non l’ozio dei fannulloni...

E così il tempo assumerà densità, profondità, eternità, per poter servire, amare, onorare

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