Le visite dei pontefici
Le ammonizioni di San Francesco
Disse il Signore a Adamo: «Mangia pure di qualunque albero, ma dell’albero della scienza del bene e del male non ne mangiare». Adamo poteva dunque mangiare di qualunque albero del paradiso, perché, fino a quando non contravvenne all’obbedienza, non peccò. Mangia, infatti, dell’albero della scienza del bene colui che si appropria la sua volontà e si esalta per i beni che il Signore dice e opera in lui; e così, per suggestione del diavolo e per la trasgressione del comando, ne nacque il pomo della scienza del male. Bisogna perciò che ne sopporti la pena. (Am II: FF146-147)
A volte rischiamo di non essere umani. A volte rischiamo di perdere il senso del bene, di perdere il fine del bene, la profondità del bene. A volte finiamo per gestire il bene da solo – nutrendo il nostro ego e inquinando anche le azioni più belle. A volte ci dimentichiamo che il bene viene da Dio, e che non è nostro. A volte ci appropriamo anche dei gesti di carità più belli.
Questa ammonizione di Francesco mostra in maniera sorprendentemente chiara questo rischio enorme. Possiamo appropriarci (o tentare di farlo) del bene che viene da Dio e finire per estirpare il flusso di carità con cui Egli vuole raggiungere il mondo. Già, perché Dio Padre parla al mondo attraversando i cuori di noi poveri umani – proprio per questo si è incarnato nel Figlio. Paolo, scrivendo ai Corinzi, ribadisce: A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune (1Cor 12,7). Per il bene comune! Non per il proprio vantaggio o tornaconto. Se il bene diventa di nostra proprietà, che ne sarà del messaggio di Dio? Se noi tratteniamo la luce per far brillare noi stessi, chi guarda vedrà solamene e semplicemente noi – e non la sorgente. Possiamo veramente correre questo rischio?
In una delle sue lettere, Edith Stein scriveva: “Tutto quello che facciamo è solo uno strumento [e] noi siamo come il vetro di una finestra che deve lasciare passare la luce del sole senza trattenerla”. È proprio così. Solo quando smetteremo di tentare di trattenere la luce, diventeremo finalmente quel vetro pulito capace di illuminare, senza pretese, la strada verso Dio. A tutti.
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