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Interconnessioni, a Bologna la mostra di Muntadas per cui tutto è connesso

Redazione agenda.comune.bologna.it
Pubblicato il 31-01-2020

Il tentativo dell'artista di far capire che esistono modi diversi di vedere la stessa cosa

Villa delle Rose prosegue l’attività di valorizzazione di artisti attivi nella scena internazionale proponendo la prima personale in un’istituzione museale italiana di Antoni Muntadas (Barcellona 1942). La mostra Interconnesioni segue sul piano temporale la personale allestita nel museo basco d’arte contemporanea dal 4 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020.
Le due esposizioni gemelle si differenziano per il peculiare rapporto con gli spazi espositivi. L’allestimento di Bologna è stato pensato appositamente per la dimensione “domestica” della settecentesca Villa delle Rose, dando vita a un percorso che favorisce un rapporto intimo con il visitatore, a partire dall’avvertenza che lo accoglie all’entrata “Attenzione: la percezione richiede impegno”.
La mostra presenta un'analisi trasversale del lavoro dell’artista, che va dai primi anni Settanta a oggi, stabilendo nuovi campi di significato e relazioni puntuali tra i temi ricorrenti nella sua analisi interdisciplinare: la globalizzazione, il capitalismo transnazionale, la nozione di dispositivo, la relazione pubblico/privato, i rapporti tra monumenti e memoria, le “microfisiche” del potere, l'interrogazione dell'archivio, i processi della traduzione, la circolazione delle informazioni, l'immaginario politico veicolato dai media.
(da http://agenda.comune.bologna.it/)
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Gli esordi risalgono agli anni Sessanta, ma è nel decennio successivo che appaiono le prime opere che caratterizzeranno la sua poetica di impianto concettuale. Una di queste, in uno spazio chiuso, è l’immagine stessa dell’artista, sul cui petto è riversato un fascio di luce: Il corpo come materiale e strumento di comunicazione. Ben presto sarà la situazione urbana e i fenomeni contemporanei che vi avvengono a essere il campo d’azione, vasto e articolato, di Antoni Muntadas (Barcellona, 1942). I suoi interventi sono differenziati e utilizzano diversi linguaggi, dal video alla fotografia, agli allestimenti.

Costanti sono però l’analisi e la critica ai sistemi di rappresentazione e informazione indirizzata a coinvolgere lo spettatore in una partecipazione attiva.
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Chi? Cosa? Perché? Come? Dove? Quando? Per chi? Quanto costa?

Questi interrogativi sono alla base di ogni progetto di Muntadas che si configura come ricerca e indagine dei sistemi di potere che modellano la nostra società, unitamente alle modalità culturali di trasmissione al pubblico di messaggi dominanti e sottilmente coercitivi veicolati attraverso la pervasività dei media. Diverse opere riguardano l’informazione e la propaganda, di cui Muntadas studia il sistema linguistico, segnico e visivo riproducendolo e presentandolo attraverso una organizzazione archivistica ricca di documenti e testimonianze.
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di Giancarlo Papi (da Avvenire)

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