esteri

La chiesa di Nostra Signora della Salvezza di Bagdad

Antonio Tarallo Avvenire.it

La storia della chiesa dove Papa Francesco ha cominciato il suo viaggio in Iraq

Il nome è imponente: “Nostra Signora della Salvezza”. Ancora Maria, sui passi di Papa Francesco. Quella Maria che prima di partire ha voluto salutare - come sua consuetudine - nell’immagine della “Salus populi romani” della basilica di Santa Maria Maggiore.  Quella Madre di Dio che ha voluto portare con sé sull'aereo papale: è l’immagine della Vergine di Loreto, a cento anni dalla sua proclamazione di patrona degli aeronauti,  mentre è in corso il Giubileo lauretano che Francesco ha prorogato fino al 10 dicembre 2021.

La prima chiesa irachena visitata è, dunque, intitolata a Maria. Una chiesa particolare, siro-cattolica tra l’altro. Papa Francesco, nelle sue parole, ha ricordato: “Siamo riuniti in questa Cattedrale di Nostra Signora della Salvezza, benedetti dal sangue dei nostri fratelli e sorelle che qui hanno pagato il prezzo estremo della loro fedeltà al Signore e alla sua Chiesa. Possa il ricordo del loro sacrificio ispirarci a rinnovare la nostra fiducia nella forza della Croce e del suo messaggio salvifico di perdono, riconciliazione e rinascita”.

Perché si parla di “sangue di fratelli”? Dobbiamo risalire al 31 ottobre 2010 per comprendere queste parole. Bisogna, infatti, ricordare che questa chiesa è stata teatro di un attacco suicida da parte dell’Organizzazione per lo Stato islamico in Iraq, braccio iracheno di al-Qaeda, durante la Santa Messa domenicale. Un gruppo di terroristi fece irruzione nella chiesa martire, prendendo in ostaggio i fedeli. Poi il massacro dopo il blitz delle forze irachene per liberare i fedeli presi in ostaggio. 58 persone sono morte. Inclusi, in questo alto numero di vittime, i due sacerdoti che al momento dell’irruzione dei terroristi stavano celebrando la Santa Messa e che sono stati trucidamente uccisi sull’altare. Erano Padre Thair e Padre Waseem. Ben 75, i feriti.

Fu nel dicembre 2012 che il cardinal Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, consacrò la restaurata cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza. I lavori hanno riguardato sia l'interno che l'esterno dell'edificio la cui facciata è stata rivestita di marmo pregiato.  47 lastre quadrate di granito rosso ricordano la vittime dell'attacco, ed altrettanti specchi posti sul soffitto simboleggiano il cielo. I nomi delle vittime sono stati poi intagliati in pannelli di legno posti davanti alle vetrate. Il sole riflette su queste vetrate. Il sole riflette la santità di questi martiri.  

 

Cari amici la rivista San Francesco e il sito sanfrancesco.org sono da sempre il megafono dei messaggi di Francesco, la voce della grande famiglia francescana di cui fate parte.

Solo grazie al vostro sostegno e alla vostra vicinanza riusciremo ad essere il vostro punto di riferimento. Un piccolo gesto che per noi vale tanto, basta anche 1 solo euro. DONA