Diario di bordo

Il modello di business che non lascia indietro nessuno

Domenico Sturabotti symbola.org

Nata tra le montagne di Agordo, oggi leader mondiale in design

Inizia a lavorare come garzone alla Johnson, la più antica fabbrica di medaglie italiana, mentre di sera frequenta corsi di incisione all’Accademia di Brera. A 23 anni, dopo aver imparato l’arte della stampa in una fabbrica di ricambi automobilistici e montature per occhiali, decide di mettersi in proprio. Siamo nel 1958, l’anno in cui Domenico Modugno vince Sanremo con la canzone Nel blu dipinto di Blu.

Apre ad Agordo, un piccolo comune della provincia di Belluno, l’impresa di produzione di montature di occhiali conto terzi, la chiama Luxottica e lui è Leonardo del Vecchio (nella foto). Nel 1967 decide di lanciare il proprio brand nel mercato, e da lì è tutta una storia di successi: dall’acquisizione della più grande catena ottica del mondo LensCrafters nel 1995, a quella del brand Ray-Ban nel 1999. Seguono poi Sunglass Hut, OPSM, Cole e Oakley.

Luxottica è oggi un network globale, con oltre 8000 negozi distribuiti in 150 paesi e un fatturato di circa 9 miliardi, grazie al suo consolidato modello di business.

In questi giorni dopo aver donato 10 milioni di euro per l’emergenza Coronavirus, Del Vecchio ha annunciato un pacchetto di iniziative di grande solidarietà. Integrerà infatti al 100% lo stipendio dei dipendenti in cassa integrazione, circa 12mila persone, e riconoscerà un bonus di 500 euro a chi sta invece ancora lavorando. Ecco di che pasta è fatto il Made in Italy della Coesione che fa Competizione.

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