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Tommaso d'Aquino... il buonissimo bue muto. Santi capricci e angelici pensieri.

Annamaria Puri Purini web

Intervista a Flaminia Giovanelli sul suo ultimo libro in versi per bambini ispirato alla figura di San Tommaso d’Aquino

"Scrivere di San Tommaso d'Aquino è già una sfida da far tremare i polsi, figurarsi, poi, farlo rivolgendosi ad un pubblico di bambini. Eppure noi abbiamo osato intraprendere questa avventura", così Flaminia Giovanelli e la fumettista Paola Bevicini descrivono la loro ultima creazione: "Tommaso d'Aquino... il buonissimo bue muto. Santi capricci e angelici pensieri".
Ne parliamo con l'autrice.

Con la decisione di scrivere questo libro, in versi e con i disegni di Paola Bevicini, hai trovato come protagonista un famosissimo santo, S. Tommaso d’Aquino. Rispetto agli altri che hai scritto, maggiormente legati al mondo della fantasia, questo libro si riferisce alla vita di una persona messa a disposizione di un pubblico infantile. Come mai questa scelta? Come mai questo Santo?
La scelta è stata assolutamente provvidenziale. Ci era stato chiesto di scrivere una vita di San Tommaso per appassionare a questo grandissimo personaggio un gruppo di bambini dell’Azione Cattolica. Nel presentarci il progetto, che poi, come succede spesso, non andò in porto, ci vennero illustrati gli episodi avventurosi dell’infanzia e della giovinezza di San Tommaso. Questo ruppe le resistenze di Paola e mie di fronte alla difficoltà dell’impresa e finì per appassionare noi per prime al personaggio. Come dicevo, il progetto fu accantonato quando eravamo già andate un po’ avanti nella redazione ed illustrazione del libro e, soprattutto, ci eravamo entusiasmate e affezionate al nostro Santo ciociaro per cui ad un certo punto abbiamo deciso di riprendere in mano il libro e terminarlo presentandolo al nostro editore Cantagalli che non si è fatto pregare per pubblicarlo.

Questo è il quinto libro che tu e Paola pubblicate, in ognuno di loro cerchi di incoraggiare con un pizzico di ironia, di buon umore. Questo è importante? E’ un messaggio che vuoi dare?
Sì, questo di San Tommaso è il nostro quinto libro e abbiamo sempre cercato di presentare le nostre storie in modo scherzoso e ironico. Questo stile lo osserviamo sia nel testo che nelle immagini. Paola ha un grande senso dell’umorismo che quasi sempre sviluppa nei dettagli dell’immagine per cui molto spesso finisco per aggiungere qualcosa al testo sulla base del dettaglio scherzoso. Il messaggio, se ce n’è uno, è quello della leggerezza che serve a non prendersi troppo sul serio, aiuta a superare le situazioni difficili e, nel caso dei bambini, a imparare giocando.

I libri sono rivolti ad un pubblico di bambini ma per i versi e le illustrazioni sono anche ad un pubblico di adulti, Ti rivolgi all’aspetto infantile degli adulti? Li vedi bambini?
E’ vero, ci è stato detto anche da alcuni lettori e ci ha fatto piacere. Del resto, contiamo sulla collaborazione degli adulti, e dei giovani adulti, per leggere ai e con i bambini i nostri libri e siamo contente se recepiscono anche loro le idee, i sentimenti, gli atteggiamenti di fronte alla vita che di volta in volta proponiamo ai piccoli lettori.

E’ troppo riuscito questo personaggio, inquadrato nella sua epoca e nella sua fede. Può essere il primo di altri libri dedicati ai santi?
Personalmente, mi piacerebbe molto continuare su questo registro, magari scrivendo di alcuni episodi o miracoli compiuti da qualche santo più o meno conosciuto. Sono convinta che anche Paola darebbe il via a tutta la sua immaginazione e maestria per illustrarlo. Vediamo se la Provvidenza è della stessa opinione, che, poi, tutto dipende da Lei.

Questo è l’anno in cui si realizzerà il grande evento ad Assisi voluto da Papa Francesco sull’economia sostenibile. Pensi di scrivere un altro libro su San Francesco? Sul suo messaggio legato alla natura, agli animali, in sintonia con la tendenza attuale di curare il mondo e l’ambiente?
Certo, speriamo che la situazione creata dal COVID-19 lasci spazio alla realizzazione dell’evento nel prossimo mese di novembre! Comunque, per allora difficile pensare ad un nuovo libro su San Francesco sul quale è stato scritto tanto, ma è vero che, per esempio, quanto si legge nella Compilatio Assisiensis, potrebbe essere di grande e giocosa ispirazione perché vi si narra, ad esempio, che quando San Francesco si lavava le mani sceglieva un posto dove l'acqua non venisse pestata con i piedi. E se gli toccava camminare sulle pietre, si muoveva con delicatezza e riguardo per amore di Colui che è chiamato "Pietra”. Non c’è che dire in quanto ad originalità e rispetto per il creato e amore e devozione di San Francesco per i Santi!

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