attualita

Ponte di pace e fratellanza

FRANCESCO CACUCCI La Gazzetta del Mezzogiorno
Bari crocevia per l'Europa

Attraversando il sagrato della Basilica di San Nicola, sento ancora riecheggiare le parole di papa Francesco a conclusione del dialogo con i Capi delle Chiese e delle Comunità cristiane del Medio Oriente: «Noi ci impegniamo a camminare, pregare e lavorare, e imploriamo che l’arte dell’incontro prevalga sulle strategie dello scontro, che all’ostentazione di minacciosi segni di potere subentri il potere di segni speranzosi: uomini di buona volontà e di credo diversi che non hanno paura di parlarsi, di accogliere le ragioni altrui e di occuparsi gli uni degli altri».

Mi sembra di incrociare gli sguardi del Papa e dei Patriarchi, presenti a Bari il 7 luglio 2018. Sguardi appassionati e, insieme, preoccupati per le tante storture e ingiustizie che interi popoli continuano a patire; sguardi vigili rispetto a quelli anestetizzati dalla ricchezza o da uno sviluppo che tale non è; sguardi paterni, che versano lacrime per il futuro negato a intere generazioni; sguardi fermi, perché capaci di leggere il presente in una memoria proietata verso un futuro, che si vuole diverso.

Quell’incontro non è che l’ultimo dei «momenti alti» di dialogo,  amicizia, fraternità, che abbiamo avuto la gioia di vivere qui, a Bari. Quel giorno abbiamo compreso ancor più profondamente la vocazione della nostra Chiesa, della nostra Cità, della nostra terra all’accoglienza e al dialogo. Ci sono tornate alla memoria pagine importanti della nostra storia proiettata sul Mediterraneo. Nel 1990 la preghiera per la pace nello spirito di Assisi, organizzata insieme alla Comunità di Sant’Egidio: Un mare di pace tra Oriente e Occidente. Due anni prima, nel 1988, noi Vescovi della metropolia barese, con don Tonino Bello, avevamo pubblicato un intervento sul dispiegamento degli aerei caccia F16 a Gioia del Colle, dal titolo La Puglia arca di pace e non arco di guerra, che tante discussioni avrebbe provocato.

Ma vari altri momenti andrebbero citati. Sono convinto che questa storia ricca e benedetta vada sempre ricordata con gratitudine. Ma l’incontro del 7 luglio 2018 è stato davvero una profezia, che ora si rinnova con l’appuntamento che stiamo vivendo: «Mediterraneo frontiera di pace» (19-23 febbraio 2020). Per indicazione della Conferenza episcopale italiana, sono qui riuniti nella nostra Città circa 60 vescovi provenienti da 20 Paesi bagnati dal Mare Nostrum. L’assemblea, unica nel suo genere, si conclude domani, domenica 23 febbraio, con la presenza del Santo Padre e, evento eccezionale, del presidente della Repubblica. Anche questo momento segnerà indelebilmente la nostra Chiesa e la nostra Città.  Il Mediterraneo, lo sappiamo benissimo, è attraversato da crisi continue che lasciano scie di lacrime e di sangue. Libia, Siria, Libano, Balcani, Turchia, NordAfrica… quante sofferenze, ma anche quanta ricchezza di storia e di cultura. Il tuto tenuto insieme da un Mare meraviglioso, che rischia di perdere la sua vocazione per trasformarsi in un cimitero. Nato da un’intuizione del Cardinale Gualtiero Basseti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, l’incontro non è un convegno accademico. Non è un seminario scientifico. È, invece, uno spazio di comunione e condivisione tra pastori che hanno a cuore le loro Chiese, le loro terre, i loro popoli. Tuto trova fondamento sull’ascolto e sul discernimento comunitario, dando forma al metodo sinodale. Insieme, soto la guida dello Spirito Santo, proviamo a cercare nel «vocabolario profetico» parole che aiutino a discernere i «segni dei tempi». Parole e anche gesti che aiutino a compiere passi fermi e decisi verso la promozione di una cultura del dialogo e verso la costruzione della pace in Europa e nel Mediterraneo. «L’indifferenza uccide - affermava il Santo Padre il 7 luglio 2018 introducendo la preghiera ecumenica per la pace -, e noi vogliamo essere voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime (…). Per i piccoli, i semplici, i feriti, per loro dalla cui parte sta Dio, noi imploriamo: sia pace!».  Bari, terra di pace, diventa crocevia per l’Europa e il Mediterraneo. San Nicola, nella sua testimonianza per gli ultimi e il prossimo, accompagna i nostri passi e rafforza l’impegno della nostra Chiesa e della nostra Città a essere sempre ponte di pace e fratellanza. 

La Gazzetta del Mezzogiorno

 

*Arcivescovo di Bari-Bitonto

 

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