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PAPA FRANCESCO VISITA LA SINAGOGA, È IL TERZO PONTEFICE NELLA STORIA GUARDA IL VIDEO 

Redazione online
Pubblicato il 30-11--0001

Una visita di grande significato quella di Papa Francesco al Tempio Maggiore di Roma. Begoglio è il terzo pontefice a recarsi nella sinagoga. Una visita "ancora più rilevante" delle precedenti di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI "nella crescita irreversibile della reciproca conoscenza (ancora scarsa, per la verità) e dell'amicizia", scrive Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede. Wojtyla nel 1986; Ratzinger nel 2010 Il Papa sarà accolto da rabbino capo Riccardo Di Segni. Una visita sulle orme di Giovanni Paolo II, il primo a entrare nella Sinagoga nel 1986. Benedetto XVI ci andò il 17 gennaio del 2010.

 "Sarà una visita vera, non ingessata", ha annotato Fabio Perugia portavoce della comunità ebraica nel presentare la visita del Papa. "Non vedremo in prima fila le istituzioni ma la gente della comunità ebraica: da chi si occupa dei poveri ai giovani, fino agli ex deportati. Sarà una visita vera, non ingessata", ha detto per spiegare il senso della visita. Bergoglio: "Bandire gli atteggiamenti antisemiti" Papa Francesco più volte ha esortato a bandire atteggiamenti antisemiti: "che sia bandito dal cuore e dalla vita di ogni uomo e di ogni donna. È una contraddizione che un cristiano sia antisemita. Le sue radici sono ebree: un cristiano non può essere antisemita.

Coltivare sentimenti antisemiti è una grave offesa a Dio". Il ricordo delle deportazione e dell'attacco terroristico La visita di Papa Francesco si aprirà nel pomeriggio con il ricordo di due ferite inferte nel secolo scorso agli ebrei romani. Francesco si recherà prima davanti alla lapide segnata da una data, il 16 ottobre 1943, giorno in cui le SS invasero il ghetto e deportarono 1024 ebrei romani nel campo di sterminio di Auschwitz; poi il Pontefice raggiungerà il luogo che ricorda l'attacco terroristico del 1982 che causò la morte del piccolo Stefano Gay Taché e il ferimento di 37 ebrei romani. "Un omaggio alle vittime e ai loro familiari significativo - annota L'Osservatore Romano - come le parole che saranno pronunciate all'interno della sinagoga. In un'epoca in cui l'intera comunità umana continua a essere colpita dall'odio che nasce dal razzismo e che usa il nome di Dio per uccidere, l'incontro fraterno tra cattolici ed ebrei dice al mondo che nel nome di Dio si vive il dialogo e si testimonia la pace.

(RaiNews24)

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