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La Terra è artificiale ora ci sono più oggetti che esseri viventi

Elena Dusi Pixabay
Pubblicato il 11-12-2020

Fra i motivi per cui il 2020 sarà ricordato ci sarà - anche - la rottura dell' equilibrio fra i due mondi

Su un piatto della bilancia ci sono piante, animali e microrganismi. Sull' altro piatto cemento, mattoni, asfalto, auto, cellulari e tanto altro. Fra i motivi per cui il 2020 sarà ricordato ci sarà - anche - la rottura dell' equilibrio fra i due mondi. Gli oggetti creati dall' uomo da oggi pesano più di quelli creati dalla natura: 1.100 miliardi di tonnellate, secondo una ricerca pubblicata su Nature da un gruppo di ambientalisti dell' Istituto Weizmann di Rehovot, in Israele.

Anche questo è un segno dell' antropocene, l' era geologica caratterizzata dalla presenza e dall' appetito dell' uomo, spiegano i ricercatori. L' umanità, che in termini di peso rappresenta lo 0,01% degli esseri viventi, da un lato sforna beni senza appagarsi mai, gravando il pianeta ogni settimana con l' equivalente del peso di sé stessa, cioè di quasi 8 miliardi di esseri umani. Dall' altro riduce il peso del patrimonio naturale, che dall' avvento dell' agricoltura a oggi, in circa 5mila anni, si è dimezzato, passando da 2mila miliardi di tonnellate a poco più di una, soprattutto a causa della perdita delle foreste. Il mondo animale, da parte sua, in circa 10mila anni di vita dell' uomo ha visto estinguersi 178 specie appartenenti alla megafauna (gli animali di almeno 50 chili).

«L' umanità è diventata la forza dominante nel modellare l' aspetto della Terra» sintetizzano i ricercatori coordinati da Ron Milo. Da un lato ci sono le città, pesi massimi del mondo artificiale, con i loro mille miliardi di tonnellate e oltre. Dall' altro le foreste, il 90% del piatto della bilancia della natura, che arrivano a 900 miliardi di tonnellate. «La massa antropogenica, che negli ultimi tempi raddoppia ogni vent' anni circa, nel 2020 supererà la massa vivente», spiega lo studio.

All' inizio del secolo scorso il rapporto fra l' artefice uomo e la natura era appena del 3%. Oggi le nostre fabbriche, soprattutto di cemento, materiali da costruzione, metalli e asfalto, riversano sul pianeta 30 miliardi di tonnellate ogni anno. Nel 2040 la nostra bulimia e obesità potrebbe portarci ai 30mila miliardi di tonnellate di massa artificiale. «Speriamo che queste cifre sconcertanti ci facciano rendere conto: come specie, abbiamo una responsabilità enorme» commenta Milo.

Calcolare il peso della natura e degli oggetti del mondo è la peculiare specialità del ricercatore israeliano, che due anni fa aveva pubblicato una ricerca ugualmente amara sulla rivista Pnas . Gli animali allevati a nostro uso e consumo, era stata la sua conclusione, rappresentano quasi il 96% dell' intera massa animale sulla Terra. Le specie selvagge sono ridotte a un misero 4.2%. Oggi, è il risultato dello studio di Nature , la plastica con i suoi 8 miliardi di tonnellate sovrasta gli animali, fermi a 4. In cima alla lista delle nostre produzioni c' è il cemento (40% del totale), cresciuto soprattutto a partire dagli anni '50, cui va aggiunta una quota equivalente di sabbia e pietrisco usati come base per strade ed edifici. Il restante 20% è composto da metalli (acciaio in primis), asfalto (la sua diffusione è cresciuta soprattutto dagli anni '60), mattoni, legno, vetro e plastica. La massa naturale viene "pesata" dai ricercatori israeliani al netto del suo contenuto d' acqua, come se fosse completamente secca.

La voracità produttiva dell' umanità ha avuto la sua massima accelerazione dal dopoguerra alla crisi petrolifera del '73. Dagli anni '80 a oggi è cresciuta a un ritmo abbastanza costante. Ma se - come ha fatto uno studio inglese nel 2016 - calcoliamo non solo il peso degli oggetti prodotti dall' uomo, ma anche quello delle risorse estratte al pianeta, già oggi raggiungiamo i 30mila miliardi. Il calcolo è stato condotto da un gruppo di geologi dell' università di Leicester interessati a sapere quanti e quali fossili di epoca umana sarebbero stati ritrovati da un immaginario collega del futuro.

Se alla massa degli oggetti attualmente in uso, poi, aggiungiamo quella dei nostri rifiuti, secondo Milo e gli altri autori dello studio di Nature , dobbiamo tenere conto di altri 100 miliardi, messi sul piatto artificiale della bilancia. Includendo anche la nostra spazzatura al calcolo, la data del sorpasso dell' artificiale sul naturale andrebbe anticipata al 2013. Senza contare, fa notare Beniamino Gioli, dell' istituto di bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche, che la fabbricazione di manufatti a getto continuo ha un grande impatto sull' inquinamento del pianeta: «Produrre sempre nuovi beni e aumentare la quantità di massa degli oggetti costruiti dall' uomo ha infatti una impronta climatica importante, con le emissioni dirette e indirette di gas serra». (Repubblica)

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