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La ricerca: Sulla tonaca di Francesco le pezze di Chiara

Le biografie offrono un'immagine vivida del rapporto che legava questi due grandi Santi del Medio Evo cristiano

Come raccontano i biografi, San Francesco era solito regalare i suoi vestiti ai poveri. Quando questa sua forma di generosità cominciò a danneggiargli la salute, i suoi fratelli si videro costretti a vietargli quest'azione richiamandolo all'obbedienza. Se prestiamo fede a questi racconti, non ci sorprende il fatto che siano arrivate fino ai giorni nostri svariate tonache del Santo.

Una di queste si trova a Cortona, dove a quanto pare, sarebbe stata portata da frate Elia, stretto confidente del Santo. Una seconda tonaca, di lana bianca, viene conservata nel Convento di Santa Chiara ad Assisi, ed una terza, infine, nel Sacro Convento. La notizia più antica su quest'ultima tonaca la troviamo nel Codice 344, fol 73 ss della Biblioteca Comunale di Assisi, dove viene menzionata già nel 1350 come pezzo di inventario.

La tonaca è di lana rozza, gualcata. Il colore è grigio scuro, come lo permettono le sfumature cromatiche della lana naturale, perché la stoffa non è tinta. Il colore grigio si ottiene con la filatura di lana naturale di tipi diversi. In questo modo la lavorazione di lana marrone e beige, mescolate insieme secondo parametri precisi, porta appunto all'ottenimento del grigio scuro. Se però si aumenta la componente di lana marrone, il prodotto avrà un colore più vicino al marrone che al grigio.

Dalle cuciture originali conservate, è possibile individuare agevolmente il taglio della veste originaria. Sulla parte anteriore e su quella posteriore vi è un anello di stoffa largo 60 cm che forma la parte centrale alla quale si allacciano lateralmente svariati segmenti, in modo da creare una forma a tunica. Nelle cuciture i pezzi di stoffa sono messi uno sull'altro per mezzo centimetro, e gli orli sono cuciti da entrambi i lati con filato di lino per mezzo di punti a sopraggitto. Una fodera di lino copre una gran parte del davanti e del didietro nonché la manica destra dall'interno. È fissato con punti ben visibili di filato di lino, nella metà anteriore e posteriore, alla stoffa esterna ed è fissato ai bordi con dei punti a sopraggitto. Sui lati manca la fodera.

La manica destra è dotata di una tasca di lino sovrapposta. La tasca per l'elemosina sotto la manica appartiene alle componenti obbligatorie di una tonaca da francescano. La manica sinistra è andata perduta. Fondamentale per l'aspetto generale di questa reliquia sono i numerosi pezzi di lana, grandi e piccoli, attaccati sulla tonaca. Sotto queste pezze si trovano, per quanto è possibile constatare nonostante l'impedimento della fodera, buchi sfrangiati senza tracce di taglio e, in certi particolari punti, anche parecchi piccoli fori uno accanto all'altro. Questi punti vuoti sono stati migliorati in totale con sei diversi pezzi di lana, ognuno dei quali è presente sulla pezza con due o tre pezze. L'eccezione è costituita da un pezzo di lana sul marrone, piuttosto grezzo, che è presente sulla tonaca ben diciannove volte. Questa stoffa, spesso in grossi pezzi, è stata apposta sulla tonaca tutta da una stessa mano. Particolari sono le cuciture di queste pezze. Gli orli del taglio sono seguiti da un filo di lino lineare che forma la cucitura chiudendola con un punto ripreso. Invece, le pezze di cui abbiamo parlato prima, meno curate, sono cucite con semplici punti a sopraggitto.

Fra le regole scritte e non scritte, che Francesco ha predisposto per il suo Ordine, c'è anche una raccomandazione per la cura della tonaca. La tradizione dice che questa può essere migliorata esternamente ed internamente solo con pezzi di stoffa di «vestiti usati». Nessun documento potrebbe rappresentare la volontà del suo portatore meglio della sua stessa tonaca!

Circostanze fortunate hanno portato ad una scoperta che mostra come questa tonaca di Francesco rappresenti un altro documento importante per la storia dell'Ordine. Osservando il mantello di Chiara, potei subito stabilire un rapporto con la tonaca di Francesco: le molte pezze marroni poste con cura sulla tonaca di Francesco provengono tutte dal mantello di Chiara! Questo mantello consiste di un pezzo di tessuto largo circa 55 cm e lungo 356 cm, che viene ripreso con una cucitura di circa 20 cm sul margine del collo per formare una mantellina. La mantella è aperta davanti ed adesso anche dietro, e i pezzi di stoffa usati per la tonaca di Francesco mancano al mantello all'altezza del punto dove una volta c'era la cucitura mediana.

Il fatto che le pezze del mantello di Chiara siano sulla tonaca di Francesco, attaccate con cura particolare, non lasciano alcun dubbio che l'operazione sia stata compiuta da una sola persona. Se consideriamo Santa Chiara autrice del lavoro, si pone il quesito di quando sia stata eseguito. Chiara è sopravvissuta a Francesco per molti anni. È possibile che lei abbia rappezzato la tonaca del suo Fratello di Fede quando questi era ancora in vita, ma è anche possibile che lei abbia «abbellito» col suo mantello quella veste così povera come ultimo atto d'amore, dopo la morte del Santo, quando la tonaca era già diventata una reliquia. Lo stato ben conservato delle cuciture testimonia a favore di questa seconda versione. Non ci può essere comunque alcun dubbio sul fatto che sia stata Santa Chiara a cucire le pezze sulla tonaca, perché non è immaginabile che le sue sorelle potessero danneggiare il mantello della fondatrice del loro ordine dopo la morte della Santa, visto che anche questo mantello era diventato una reliquia di notevole importanza.

Per la tonaca di Francesco, la scoperta delle pezze tratte dal mantello di Chiara significa una conferma dell'autenticità di questa tonaca, ultima fra le tante attribuite a San Francesco. Santa Chiara sapeva senz'altro quale era l'ultima tonaca portata dal Santo, quando l'ha rappezzata con pezzi del suo mantello in un impeto di commovente attaccamento.

Di D. Mechthild Flury (in San Francesco Patrono d'Italia n.2 febbraio 1989)



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