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In Italia si cammina, in 24mila sulle vie di san Francesco

Padre Enzo Fortunato Sviluppumbria - Fabrizio Ardito

In Italia si cammina. E una delle mete preferite dai pellegrini è la città di San Francesco. Un percorso che, passo dopo passo, permette di ritornare a vivere in contatto con la terra, con il Creato: un bagno di spiritualità. La sfida la traggo dalla provocazione espressa da Franz Schubert nella sua celebre sinfonia “Incompiuta”: il filo conduttore di tante esistenze è quello dell’isolamento. Si crede di andare l’uno verso l’altro e invece si cammina soltanto accanto. Le vie francescane disegnano invece un percorso da intraprendere per l’altro e con l’altro. Sono circa 24 mila i pellegrini che nello scorso anno hanno scelto i cammini dell'Umbria, 17 mila i sentieri francescani.

Tra questi, gli arrivi censiti dalla Statio peregrinorum del Sacro Convento di Assisi sono stati 4.124, in crescita rispetto al 2018 quando si erano fermati a 3.950. I dati illustrati alla conferenza stampa di oggi, presso la Sala stampa del Sacro Convento, testimoniano la crescita costante, in termini di arrivi, dei camminatori giunti ad Assisi: si è infatti passati dai 970 del 2015 agli oltre 4mila attuali. Il dato umbro è l’epicentro di un fenomeno che interessa tutti i cammini d’Italia: dalla via degli Dei alla Francigena, dalla Romea Germanica alla Lauretana. Tutti segnano un aumento delle presenze che rivela la forte esigenza di disintossicarci dalla frenesia che spesso contamina la nostra quotidianità, di fermarsi a riflettere per capire, attraverso il cammino, la direzione del cammino della nostra vita.

Chi arriva ad Assisi abbraccia la spiritualità che qui si respira e riparte con la pace nel cuore. Un’esperienza che la maggioranza (92,4%) dei pellegrini percorre a piedi, ma non mancano i casi di chi è giunto in sella alla bicicletta o a cavallo. I camminatori provengono da ogni parte d'Italia, ma anche dall'estero, con in testa i tedeschi e a seguire francesi, austriaci e statunitensi. La maggior parte ha un'età tra 30 e 60 anni, ma a mettersi in cammino sono anche gli anziani, questo perché il camminare, come mera azione di procedere con i piedi, si rafforza attraverso il significato più profondo della stessa parola: il «procedere verso», metafora di qualcosa di più spirituale, di più intimo, che spinge l’uomo a superare i propri limiti. Lo insegnano i milioni di persone che affrontano, ogni anno, i cammini più famosi d'Europa. Il loro spirito, i loro piedi, in cammino verso Assisi; il loro cuore, la loro anima procede verso San Francesco.

Il custode del Sacro convento, padre Mauro Gambetti, ha sottolineato il rinnovato impegno dei frati di Assisi nell'accoglienza dei pellegrini. Ricordando come «i cammini francescani sono quelli contraddistinti dallo spirito del Cantico delle creature dove dentro c'è la nostra idea è il nostro stile di fraternità universale». Come ha ricordato il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, la città di Francesco è da sempre «culla dell'accoglienza e dell'incontro».

L’amministrazione della Regione ha rinnovato l’impegno nel sostenere i percorsi presenti in Umbria, con lo sblocco - annunciato proprio in questi giorni - di un finanziamento da 5 milioni di euro, destinati alla messa in sicurezza e al potenziamento delle vie francescane. La speranza è quindi che sempre più persone giungano ad Assisi, da sole o in gruppo, con le gambe un po’ stanche ma l’anima piena di nuova vita. Ritornano le parole di Martin Luther King: «Abbiamo imparato a volare nei cieli, abbiamo imparato a solcare i mari, ma non abbiamo camminare sulla terra come fratelli». Buon cammino!

Padre Enzo Fortunato - Corriere.it