francescanesimo

'Senti che…', partecipa alla Pasqua digitale di 'Vocazione Francescana'

Gelsomino Del Guercio Instagram/Vocazione francescana

I quattro frati sui canali instagram e meet hanno avviato un interessante percorso spirituale con 4 parole chiave

Bella iniziativa francescana per accompagnarci ad una Pasqua più serena e spirituale in un tempo difficile, come quello di pandemia. Ad organizzarla sono i quattro frati di “Vocazione Francescana”, conventuali della basilica di Sant'Antonio a Padova. Si tratta di Fra Alberto, Fra Fabio, Fra Giambo e Fra Nico.

PIACEVOLI INCONTRI ON LINE
Durante il periodo di Quaresima e fino al 29 marzo propongono l’evento serale “Senti che…” su instagram e meet, con delle dirette molte piacevoli e interessante. «In questi incontri online - spiegano i frati - lasceremo spazio libero alle vostre condivisioni, su un tema specifico, attraverso immagini, pagine di letteratura, canzoni, dipinti, filmati, poesie ecc.».

CRISTO CI DONA LA VITA!
Il tema di questa edizione del «Senti che…» è Gesù Cristo, crocifisso e risorto, che ci dona la Sua vita. «Questo mistero - aggiungono i francescani conventuali - è il centro della nostra fede, e la liturgia ce lo fa rivivere in modo sublime nel Triduo Pasquale: una celebrazione scandita da vari momenti, che servono a farci entrare nell’unico evento della Pasqua di Cristo da diversi “accessi”».

E’ su 4 parole chiave che si muovono il Triduo Pasquale e la Pasqua di Risurrezione con i frati di “Vocazione Francescana”, approfonditi nel corso degli incontri on line.

GIOVEDI’ SANTO: CORPO
«Giovedì santo “entriamo nella Pasqua” a partire dal cenacolo. Gesù e i suoi più intimi seguaci sono riuniti in un LUOGO per consumare la CENA più santa per gli ebrei, la cena pasquale, che fa memoria della liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù dell’Egitto».

«Gesù si aggancia alla tradizione antica ma crea qualcosa di nuovo, l’eucarestia. Prende il pane e dice “Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me”. Mentre Mt Mc e Lc raccontano di un corpo e sangue donato nel pane e vino, Giovanni racconta il donarsi con un altro gesto: il Signore Gesù si china a lavare i piedi dei suoi discepoli. Vi ho dato un esempio, perché anche voi facciate come me».

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VENERDÌ SANTO: MORTE
«Il Venerdì santo guardiamo al mistero pasquale dalla prospettiva della PASSIONE E MORTE di Gesù.
Gesù nella cena pasquale aveva offerto tutto se stesso, dicendo «Questo è il mio corpo» e spezzando un pane. Nella Passione vediamo realizzarsi questa offerta: la sua carne viene frantumata, colpita, martoriata. Nel cenacolo Gesù aveva presentato come suo sangue un calice di vino: ora vediamo fiotti di sangue che sgorgano dalle frustate, dalle ferite, dal costato».

«Immagini CRUENTE, DISTURBANTI? Sì. Ma salutari. Dobbiamo scontrarci con un fatto: Gesù sceglie di liberarci dal peccato accettando la croce.
Il peccato DISTRUGGE! distrugge l’armonia con me stesso, con Dio, con gli altri e con la creazione. Gesù si mette in mezzo, come scudo umano, e prende su di sé ciò che meriteremmo noi, perché legato alle nostre cattiverie. Non alle sue! PERCHÉ ?! Perché smettiamo di vivere per il peccato e viviamo invece una vita giusta, risanata, degna dei figli di Dio».

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SABATO SANTO. TEMPO
«Il Sabato Santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e morte, la sua discesa agli inferi e aspettando nella preghiera e nel digiuno la sua risurrezione».

«Questo giorno, liturgicamente, “non esiste”. C’è un vuoto di celebrazioni, gli altari sono spogli, la Chiesa si astiene del tutto dal celebrare il sacrificio della Messa o dal distribuire la comunione. Ma questo tempo non è un assurdo senza senso: ha una direzione, quella della Pasqua. Questo rende il tempo del sabato una vera e fervida attesa».

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DOMENICA DI RISURREZIONE: VITA
«Ora ci focalizziamo sul giorno della risurrezione di Gesù Cristo dai morti e vediamo per prima cosa una continuità con ciò che c’è stato prima. Gesù si fa riconoscere dicendo «Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io!» (Lc 24,39). È il Crocifisso quello che viene risollevato dai morti. La vita del risorto ha a che fare con la sua vita terrena».

«D’altra parte la vita “risorta” è qualitativamente diversa da prima. Gesù non ritorna alla vita di prima, come Lazzaro. Qui non c’è un ritorno al vecchio. Tutti gli evangelisti insistono sul fatto che Gesù è «Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato» (Mc 16,9). È un nuovo inizio. Come nella Genesi: qui c’è una nuova creazione. Dio dice: «io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5). La speranza cristiana si basa sulla fede in Dio che sempre crea novità nella vita dell’uomo, nella storia, nel cosmo».

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