francescanesimo

Due curiosità su Lula, San Francesco e il Brasile

Padre Enzo Fortunato

Sapevate che in Brasile c'è la più grande statua che il culto popolare abbia eretto al Poverello? A Canindé, nella regione del Sertão, cuore arido del Paese, si trova un san Francesco di oltre trenta metri che svetta come il Cristo di Rio de Janeiro. Alla base della statua, centinaia di gambe, piedi, mani di legno, ex voto per la guarigione, e tantissime fotografie scattate da fotografi ambulanti, istantanee offerte come professioni di fede, in un tempo fuori dal tempo che intreccia sacro e profano.
Ogni anno, quasi due milioni di pellegrini si recano in visita al santuario per onorare san Francesco d'Assisi, conosciuto e venerato come são Francisco das Chagas - san Francesco delle piaghe - nella piccola città di Canindé, all'interno dello Stato di Cearà, nel nord-est del Brasile, dove nel XVIII secolo giunsero le missioni dei frati Minori e dei fratelli dell'Ordine francescano secolare. Il Brasile era ancora una colonia portoghese e quella zona apparteneva alla Vila de Monte Mor. Francisco Xavier de Medeiros, un fratello dell'Ordine francescano secolare figlio di portoghesi, vi costruì la prima cappella dedicata a san Francesco, che venne conclusa nel 1796. Un primo miracolo è stato riconosciuto durante la costruzione della cappella: il muratore Antonio Maciel cadde dalla torre ma si salvò, restando miracolosamente appeso.
Il parroco di Fortaleza si servì della cappella per celebrare i sacramenti fino al 1817, anno in cui fu creata la parrocchia affidata fino al 1898 ai preti diocesani. La cappella venne poi ampliata e divenne un grande santuario, dove i frati Minori cappuccini hanno cominciato non solo a prendersi cura della popolazione locale, ma anche dei sempre più numerosi pellegrini. Dopo venticinque anni, i frati cappuccini hanno lasciato il santuario ai frati Minori della provincia di Sant'Antonio.
Il periodo di maggiore affluenza dei pellegrini al santuario va da maggio a dicembre, con il picco tra il 24 settembre e il 4 ottobre.

Un'altra curiosità legata al Brasile - stavolta al suo ex presidente Lula - è l'esperienza che lui stesso ha vissuto in un convento francescano. Nei suoi anni da sindacalista dei metalmeccanici, per sfuggire al regime militare Lula si nascose proprio nel convento della comunità francescana di San Paolo. Per questo è molto legato alla figura di San Francesco. Padre Decio, tra i francescani presso cui trovò rifugio, raccontò quel periodo nel 2005, riabbracciando Lula ad Assisi: "Qualcuno certamente aveva riferito ai militari che lui era lì, ma noi, quando venivano a cercarlo, dicevamo che non c'era. Per questo due o tre frati sono stati bastonati. Ma quando si sta nascondendo una persona, innanzitutto bisogna difendere la sua vita. Poi si può discutere. Se non fosse andata così, non so davvero come sarebbe finita".