fede

Ordine Santissima Trinità per i cristiani perseguitati

Antonio Tarallo Ansa - VATICAN MEDIA

Nella memoria dei Santi Primi Martiri

La redenzione degli schiavi, carisma proprio dell’Ordine della Santissima Trinità (ordine fondato da San Giovanni de Matha nel 1198), è l'opera di misericordia per eccellenza: nello schiavo si incontra Cristo che ha fame e sete, nudo e ammalato, pellegrino e in carcere. Dice l'evangelista Matteo, al capitolo 25: “Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi»”. Sono chiare le parole del Signore, in questo caso: chi opera per il bene, chi opera per la libertà, riceverà il Regno del Cielo.

Guardiamo al mondo di oggi. 30 giugno, il calendario liturgico ci dice: “Santi Primi martiri della Chiesa”. Sono i martiri - come Pietro e Paolo, da poco celebrati - che per la loro fede hanno vissuto la persecuzione nell’anno 64. Sono passati secoli, eppure la persecuzione dei cristiani nel mondo è una realtà ben presente nel nostro mondo contemporaneo. Lo dimostrano i vari rapporti annuali di tanti enti e istituzioni che si occupano di questa difficile e delicata materia: oltre trecentomila cristiani non possono professare in piena libertà la loro fede.

I cristiani, oggi, sono il gruppo religioso più perseguitato al mondo. Ma il fenomeno non risparmia le altre religioni. Corea del Nord, Nigeria, Afghanistan, Libia, Medio oriente, India, sono i Paesi in cui si registrano le più gravi violazioni di questo diritto umano fondamentale, ma la lista nera aumenta di anno in anno. Non è un caso che dove si registrano le maggiori limitazioni alla libertà di culto e religione, risultano intaccate anche le altre forme di libertà, come la libertà di pensiero, di stampa, di associazione. In questo discorso così delicato, si inserisce l’opera del SIT (Solidarietà Internazionale Trinitaria), organo in seno all’Ordine Trinitario che - appunto - guarda con attenzione profonda questa dura e difficile realtà. L'Ordine nato al tempo delle Crociate ha sempre compiuto la sua missione per la via della pace.

I Trinitari - nella loro millenaria storia - hanno liberato centinaia di migliaia di schiavi cristiani e musulmani. Per secoli l'Ordine Trinitario è stato luogo d'incontro umanitario della Chiesa, con il mondo: incontro di culture e religioni per perseguire le vie della pace. In una lunga lista di Paesi, la missione trinitaria è crudamente attuale. "Il vostro Ordine ha fatto della liberazione degli oppressi e dell'amore per i poveri un tratto qualificante della propria missione nella Chiesa e nel mondo" così si esprimeva San Giovanni Paolo II, il 7 giugno 1998.

Negli ultimi decenni, questo impegno del SIT ha trovato nuova linfa grazie all’impegno del Padre Generale dell’Ordine, Luigi Buccarello, e del responsabile internazionale dell’organo del SIT, Padre Antonio Aurelio Fernández. Numerosi sono i progetti che il SIT porta avanti proprio per poter arginare l’annoso problema dei cristiani perseguitati. Importante, cercare di non avere più martiri per la fede. Le terre di missione sono tante: Siria, Iraq, India, Vietnam, Golfo Persico, Nigeria, Cina. In alcune di queste zone, il SIT e l’Ordine Trinitario è presente (come religiosi e religiose e laici impegnati) per assicurare l’assistenza spirituale ai cristiani che non possono vivere liberamente e pubblicamente la loro fede. In altri Paesi di persecuzione, si sono istituite molte collaborazioni con enti del luogo, come le Caritas locali.

Questi, sono semi di speranza per tutti i cristiani perseguitati.

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