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I francescani custodi dei luoghi di Gesù

Redazione Ansa - ABIR SULTAN

Un volto imprescindibile della presenza cristiana in Medio Oriente è quello offerto dai francescani della Custodia di Terra Santa. La loro presenza affonda le radici nel viaggio che lo stesso san Francesco compì in questa regione sbarcando ad Akko nel 1217 e arrivando due anni dopo - durante la quinta crociata - a incontrare e dialogare personalmente a Damietta in Egitto con il sultano al-Malik al-Kamil.

I frati minori ne continuano la testimonianza cristiana da quando nel 1333, appena qualche decennio dopo la caduta del Regno crociato di Gerusalemme, poterono tornare a svolgere il loro ministero al Santo Sepolcro. E dal 1342 per volontà di papa Clemente VI sono ufficialmente i custodi dei luoghi santi. Il loro non è comunque un servizio limitato alle pietre antiche: oltre all'accoglienza ai pellegrini hanno nel loro carisma il servizio alle comunità cristiane locali, non solo in Israele e Palestina, ma anche in Libano, in Siria, in Giordania, in Egitto.

Attualmente sono circa 280 provenienti da ben 37 Paesi diversi. Oltre a 55 santuari legati ai luoghi della vita di Gesù, si prendono cura di 24 parrocchie, 14 scuole, 4 case per ammalati e poveri. Tra le loro opere si contano anche oltre 500 appartamenti grazie ai quali tante famiglie cristiane sono potute rimanere in Terra Santa.

Senza dimenticare l'attività accademica sullo studio dei luoghi dove il cristianesimo ha avuto origine, il cui progetto più significativo oggi è il Terra Sancta Museum già parzialmente visitabile presso il convento della Flagellazione a Gerusalemme.(GIORGIO BERNARDELLI - Avvenire)

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