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Ecco dove sono presenti in Italia più sforamenti di onde elettromagnetiche

Gelsomino Del Guercio

C'è una forma di inquinamento invisibile

C'è una forma di inquinamento invisibile. Non si vede, non si può percepire all'olfatto, né si può ascoltare. E' l'inquinamento da radiazioni non ionizzanti, cioè da onde elettromagnetiche: una pericolosa forma di inquinamento, derivata dai ripetitori di tv, radio e telefoni cellulari.

 

Le conseguenze per la salute dell'uomo sono oggetto di studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: è sopratutto la diffusione dei tumori connessa alle sorgenti di radiazioni non ionizzanti (sia ad alta, che a bassa frequenza), il principale oggetto di ricerca di questa studi.

 

LE REGIONI CON I MAGGIORI SFORAMENTI

 

Nel rapporto Ispra 2020, l'Agenzia governativa che si occupa del monitoraggio ambientale, ha svolto una analisi ventennale (1999-2019) sul numero di superamenti dei valori di riferimento normativi di radiazioni non ionizzanti, distinti per impianti radiotelevisivi (RTV) e stazioni radio base (SRB), su tutto il territorio nazionale (dati ARPA).

Emilia Romagna (92), Sicilia (76) e Veneto (73), nell'ordine, sono le tre regioni in cui si è registrato il maggior numero di sforamenti. A seguire Lombardia (68), Piemonte (54) e Toscana (49).

 

INQUINAMENTO DA ELETTRODOTTI

 

Per l'inquinamento da elettrodotti (situazioni di non conformità ai limiti fissati dalla normativa), un dato preoccupante è quello che arriva dal Veneto (32). Lontanissime tutte le altre regioni (Emilia Romagna, al secondo posto con 8 sforamenti).

 

I TERRITORI CON PIU' CONTROLLI

 

Le regioni dove sono stati effettuati più controlli sperimentali e consegnati pareri preventivi sullo stato degli impianti televisivi ad alta frequenza (quindi ad alto numero di emissioni elettromagnetiche) sono Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia e Toscana.

Per gli impianti radio ad alta frequenza, svettano Lombardia, Lazio, Piemonte, Veneto.

 

CITTADINI E REGIONI

 

I controlli sulle stazioni ad alta frequenza sono fondamentali per studiare e comprendere, anzitutto, le ragioni degli sforamenti. E poi sistemare l'impianto, affinché esso rientri nei valori imposti dalle normative.

L'Ispra ha monitorato due campagne su questo argomento: la prima condotta sulla base di esposti di cittadini (spesso proprio in relazione all'aumento anomalo di malattie legato all'apparato cardiocircolatorio o cancro) e l'altra su controlli autonomi (nell'intervallo di tempo 2008-2018).

 

I risultati sono incoraggianti dal 2015 sono crescenti i controlli delle Regioni, senza la "sollecitazione" dei cittadini.

 

 

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