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Novena Immacolata - Terza Meditazione Maria, vergine fedele

di Fra Antonio Grassi
Novena Immacolata - Terza Meditazione Maria, vergine fedele
Credit Foto - ANDREA COVA

La pagina della visitazione e il cantico di Maria sono inseriti nel percorso dell’avvento, mentre stiamo per celebrare la solennità dell’Immacolata Concezione. Nella grande festa mariana sarà proclamato il vangelo dell’annunciazione che si collega strettamente alla pagina della visitazione di Maria a Elisabetta e al cantico del Magnificat.

Il dialogo tra le due donne diventa una rivelazione e un’esperienza di fede. Maria è denominata con due aggettivi benedetta e beata. Si tratta di due affermazioni che collocano la vergine nel progetto di Dio. La scena presenta l’incontro tra due madri, simboli delle due alleanze: Elisabetta rappresenta l’anzianità della prima alleanza e Maria la novità della Nuova alleanza.

La speranza di Israele viene realizzata: Dio ha fatto meraviglie nella vergine Maria e sarà lei la madre del Salvatore, la benedetta tra tutte le donne. Elisabetta compie un grande atto di fede. Ciò che sembrava impossibile agli occhi degli uomini è divenuto possibile per Dio. La beatitudine della fede è applicata a Maria: beata colei che ha creduto nel compimento. Dio porta a compimento la promessa messianica: la Vergine concepirà e partorirà un figlio, l’Emmanuele.

La nostra pagina ci prepara al Natale ormai alle porte: vivere l’incontro con Elisabetta significa portare la Novità del Vangelo a coloro che sono in attesa di Dio. Maria è la donna che ha creduto! Credere in Dio significa fare esperienza delle sue meraviglie. Per questo motivo l’affermazione della fede produce la lode del Magnificat, e diventa un autentico canto di fede. L’inno di Maria diventa un programma di vita, una delle pagine più alte e profonde della Bibbia.

Bisogna far diventare questa pagina la magna carta della vita del cristiano. Maria è l’immagine della prima redenta dal Signore, colei che accoglie e dona il Figlio all’umanità. La Vergine sceglie la via maestra del servizio. Le due donne, immagini dell’Antico e del Nuovo Testamento, sono in attesa di un compimento. Ci insegnano a saper aspettare nella speranza del Dio che viene!

La maternità di Elisabetta è il segno che rivela come la sterilità può diventare fecondità secondo le promesse di Dio. Questo accade nella logica della fede. Oggi si sente l’esigenza di riscoprire il ruolo profondo della femminilità e della maternità. Quale messaggio può venire da queste parole per noi?




Fra Antonio Grassi

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