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La confessione del vescovo: ad Assisi innamorato di Chiara e Francesco

Monsignor Giacomo Cirulli è uno dei nuovi pastori diocesani creati da Papa Francesco

di Gelsomino Del Guercio
La confessione del vescovo: ad Assisi innamorato di Chiara e Francesco
Credit Foto - Redazione online

Monsignor Giacomo Cirulli è uno dei nuovi pastori diocesani creati da Papa Francesco. E alla guida della diocesi casertana da Teano da settembre 2017. Nei giorni scorsi ha incontrato, per la prima volta, la comunità francescana laica della sua nuova diocesi, presso il santuario di Sant'Antonio a Teano.

LE TRE COMUNITA'


C'erano rappresentanze dell'Ordine Francescano Secolare di Teano, Pignataro Maggiore, Roccamonfina. Ed è alle tre comunità francescane che ha voluto confessare il suo profondo amore per il poverello d'Assisi e sorella Chiara.


UNA VOLTA ALL'ANNO AD ASSISI


«La mia conoscenza diretta con San Francesco - riporta www.paesenews.it - l'ho avuta da prete, quando mi recai per la prima volta ad Assisi, cosa avvenuta oltre venti anni fa. Con l'esclusione di un paio di anni, almeno una volta all'anno mi reco ad Assisi presso la Basilica di San Francesco, laddove ho potuto conoscere e innamorarmi anche di Santa Chiara».


LA BENEDIZIONE DI SANT'ANTONIO


Il vescovo Cirulli, da sempre, oltre a San Francesco e Santa Chiara, ha sempre conservato una forte devozione anche per Sant'Antonio da Padova. «La prima statua che ho benedetto da vescovo - ha proseguito monsignore Cirulli - è stata quella di Sant'Antonio da Padova qualche giorno fa a Sparanise» (altro paese della diocesi). Quindi condivido a pieno, come potete vedere, il vostro percorso francescano».


LA CHIESA IN ALBANIA


Ma il suo rapporto con il frate conventuale che riposa nella basilica di Padova, risale a quando collaborava, da sacerdote, con la Chiesa albanese. Nella sua lunga esperienza di impegno civile, Cirulli ha cooperato con la Chiesa di Durazzo in Albania dove ha fondato opere sociali, costruendo anche una chiesa dedicata a Sant'Antonio di Padova, e facendosi portavoce delle sofferenze di quel popolo ed ottenendo in seguito anche la cittadinanza onoraria.



Gelsomino Del Guercio

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