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Wonder, la forza silenziosa che attira i nostri cuori

di Silvia Ceccarelli
Wonder, la forza silenziosa che attira i nostri cuori

Ispirato all’omonimo romanzo di R. J. Palacio, il film Wonder, uscito di recente in tutte le sale cinematografiche, ha già conquistato una platea sterminata di (giovani) spettatori. Qualsiasi trasposizione cinematografica, persino quella più goliardica e divertente, invita uomini e donne a riflettere sui valori dell’esistenza specie laddove ostacoli apparentemente insormontabili si frappongono lungo il nostro cammino mettendo alla prova quella parte di noi che sa resistere, nonostante tutto, agli urti della vita. Wonder, letteralmente ‘meraviglia’, ‘prodigio’, racconta la storia di un bambino di nome Auggie affetto fin dalla nascita da una severa malformazione facciale che rappresenterà, sebbene solo all’inizio, una barriera tra l’adolescente e gli alunni della sua stessa scuola, perché proprio all’inizio l’apparente diversità fisica del giovane susciterà timore e diffidenza tra i suoi coetanei disposti a condividere malvolentieri insieme a lui gli spazi e i tempi del vivere quotidiano.


La forza che Auggie trae dalla sua famiglia, è quella stessa forza ch’egli dimostrerà di avere quando tolto il casco di astronauta indossato per coprire il volto deforme affronterà apertamente gli scherni e le offese dei suoi compagni, che alla fine sapranno apprezzarne le spiccate doti morali. Si dice che l’intelligenza annulli il destino. Chi dispone infatti di una mente brillante e di un cuore capace di sentire nel bene e nel male tutto ciò ch’è intorno, dall’ambiente in cui s’impegna a trovare – non senza fatica – il giusto equilibrio, alle persone con le quali si sforza d’instaurare rapporti di affetto e di mutua fiducia, ha il coraggio di procedere oltre i limiti della propria disabilità dando prova che anche le imperfezioni possono contribuire in modo straordinario al benessere materiale e mentale dell’altro. Le persone fragili custodiscono un patrimonio umano inestimabile, e s’è vero che da un lato siano maggiormente esposte alle tensioni emotive insite nella natura umana, d’altro lato appare verosimile ch’esse siano preziose e trasparenti come i cristalli in natura, poiché capaci di riprodurne le stesse peculiarità in atteggiamenti di apertura e di tolleranza verso il prossimo.


Ogni uomo dovrebbe vincere la paura di ciò che all’apparenza può sembrare diverso e poco intellegibile, ogni uomo dovrebbe imparare a indirizzare il proprio sguardo al di là della forma esteriore delle cose, perché la vera essenza non è raggiungibile da fuori, ma in profondità, nell’intimo dell’essere vivente. La forza silenziosa del personaggio Auggie ha saputo attirare a sé i cuori degli amici, dei famigliari, che come pianeti hanno iniziato a orbitare intorno al proprio Sole. Com’è bello poter rivivere attraverso una moderna pellicola gli insegnamenti di San Francesco. Del nostro Francesco. Francesco che senza esitazione ha sfidato a viso aperto gli sguardi indiscreti di chi non aveva in pregio le sue parole, i suoi gesti umili e delicati che hanno rivoluzionato nel corso dei secoli la storia dell’uomo. Francesco che ci ha insegnato a non aver timore di abbracciare i malati, Francesco – Francesco il “ribelle” (per voler richiamare il successo letterario di Padre Fortunato) – che nonostante le numerose infermità ha continuato a combattere, a vivere, e a confidare nella forza delle fede e dell’amore provando ancora una volta che l’amicizia, il coraggio e la gentilezza possono davvero cambiare il mondo!



Silvia Ceccarelli

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