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SCHMIDT: IO CITTADINO FIORENTINO DI NAZIONALITA' TEDESCA

di ROBERTO ZICHITELLA
SCHMIDT: IO CITTADINO FIORENTINO DI NAZIONALITA' TEDESCA
Credit Foto - Famiglia Cristiana

Eike Schmidt è felice dell'invito arrivato dai Francescani di Assisi per l'evento "Cortile di Francesco". «Andare ad Assisi», spiega, «significa sempre incontrare la bellezza. È una gioia vedere e rivedere gli affreschi della basilica di Assisi, capolavori assoluti dell'arte cristiana mondiale. Inoltre Francesco dà un insegnamento anche a chi dirige un museo. Ci invita a essere umili e a mettere al centro le persone, ricordandoci che i musei non sono soltanto luoghi per gli specialisti, ma vanno aperti alle famiglie e a persone di culture diverse».

Schmidt è nato 50 anni fa a Friburgo, in Brisgovia, in Germania, e dal 2015 è direttore delle Gallerie degli Uffizi, il più visitato museo italiano (2.219.122 visitatori nel 2017, il 10,4 per cento in più rispetto al 2016). Storico dell'arte, ha diretto musei prestigiosi come la National Gallery of Art di Washington e il Getty Museum di Los Angeles. Parla perfettamente l'italiano e si definisce «cittadino fiorentino di nazionalità tedesca», eppure, quando nel 2015 l'allora ministro dei Beni culturali Dario Franceschini decise che i musei italiani potevano essere diretti anche da stranieri, l'arrivo di Schmidt non fu accolto bene da tutti.

«È vero», ricorda, «ma devo dire che quelle polemiche furono più giornalistiche che reali. In realtà nessuno ha contestato il mio diritto di dirigere gli Uffizi e ora la sentenza del Consiglio di Stato resa nota a fine giugno, sia pure arrivata con certo ritardo, mette fine a ogni discussione: è del tutto legale che nei musei italiani ci siano anche direttori stranieri». Schmidt resterà in carica fino alla fine del 2019, poi lascerà Firenze per un nuovo prestigioso incarico: la direzione del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Che bilancio può fare dei suoi primi tre anni alla guida degli Uffizi? «Molto positivo. I visitatori crescono, ma la cosa interessante è il loro aumento anche nei periodi di bassa stagione. Gli Uffizi sono anche uno dei musei più seguiti su Twitter e su Instagram, dove contiamo ben 167 mila follower. Sottolineo che non usiamo i social solo come strumento di promozione, ma anche di conoscenza. Su Instagram, per esempio, ogni giorno viene pubblicata l'immagine di un'opera d'arte con una descrizione in italiano e in inglese.

 Pensi che in Brasile un gruppo di persone segue il nostro canale Instagram per imparare l'italiano. Le attività del museo, inoltre, si sono arricchite con cicli di conferenze gratuite e da metà giugno fino all'11 agosto abbiamo ospitato nel nostro cortile una rassegna cinematografica curata dal Comune di Firenze. Anche le attività didattiche si sono ampliate. Quando arrivai nel 2015 il dipartimento didattico poteva contare solo su tre persone, ora sono trenta e l'offerta si è ampliata, con iniziative mirate alle famiglie e ai bambini. In occasione della mostra sull'arte islamica, che stiamo ospitando fino al 23 settembre, abbiamo organizzato laboratori di calligrafia araba e visite guidate in italiano, inglese e arabo». Lei resterà a Firenze ancora poco più di un anno, che progetti ha? «Il museo sarà ancora più ricco e più vasto, grazie all'apertura di nuove sale con installazioni che utilizzano le tecnologie più avanzate. Prima dell'estate abbiamo aperto le nuove sale dedicate a Michelangelo, Raffaello e Leonardo, entro l'autunno saranno pronte quelle che ospiteranno i capolavori del Cinquecento veneziano, con opere di Giorgione, Tiziano, Tintoretto e Veronese. Poi allestiremo le nuove sale del Cinquecento toscano e dell'Italia centrale, inoltre al primo piano sarà allestita la collezione degli autoritratti. In totale aggiungeremo 35 nuove sale, recuperando spazi finora utilizzati come depositi di materiali vari». È favorevole o contrario alle domeniche gratuite nei musei? «Premetto che offrire delle giornate di visite gratuite è fondamentale, anche se non è possibile offrire l'ingresso gratis ogni giorno: la tutela, la didattica, il personale, l'acquisizione di nuove opere d'arte e la manutenzione degli edifici costano. Condivido lo spunto di riflessione proposto dal ministro Bonisoli. Non aprire necessariamente la prima domenica del mese, ma diversificare può dare più possibilità ai residenti. Se apro gratis tutti i musei la prima domenica del mese ho un totale di 12 domeniche a disposizione, se invece tre musei di Firenze aprono gratis in domeniche differenti, le possibilità di visita triplicano e i cittadini hanno più scelta. Diversificare, inoltre, aiuta a prevenire gli abusi». Quali abusi? «Quelli di agenzie senza scrupoli che, nelle domeniche di apertura gratuita, avevano venduto ai turisti stranieri dei pacchetti di visita a Firenze che nel prezzo comprendevano anche il biglietto di ingresso agli Uffizi». Che consigli darebbe a chi visita gli Uffizi per la prima volta? «Non cercate di vedere tutto e solo quello che conoscete già. Io consiglierei di fermarsi il più possibile nella grande sala dedicata a Giotto, Duccio di Buoninsegna e Cimabue. Davanti a quei capolavori, si capisce tutta l'arte medievale. Poi, con questa bussola, si può andare nelle sale adiacenti e comprendere il passaggio verso il Rinascimento. Suggerisco di sostare nella nuova sala dedicata a Raffaello e Michelangelo per osservare come l'arte del primo dialoga con quella di Fra Bartolomeo, un pittore meno celebre, ma certamente all'altezza degli altri due grandi artisti. Questo ci insegna che la grande arte non fu mai creata nell'isolamento, ma grazie a un dialogo continuo fra gli artisti».

Lei ad Assisi parteciperà a un dibattito sul futuro dei beni culturali in Italia... «L'ideale a cui puntare è la valorizzazione di tutto il patrimonio artistico sparso sul territorio italiano, anche nei centri più piccoli, lontani dalle grandi città. Una diffusione così capillare nel territorio di così tanti capolavori dell'arte non esiste in nessun altro Paese al mondo. Tutelare e valorizzare al meglio questi tesori potrà rendere più floridi i territori che li ospitano». Sarà "Differenze" il tema al centro dei dibattiti e degli eventi previsti ad Assisi il 21 e il 22 settembre per l'edizione 2018 del "Cortile di Francesco". Sono previsti 20 incontri con 30 relatori, personaggi del mondo della cultura, dell'arte, dell'economia, del giornalismo e della società civile. Ci saranno, tra gli altri, il cardinale Gianfranco Ravasi e don Luigi Ciotti, lo scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun (autore di una nuova edizione ampliata del saggio Il razzismo spiegato a mia pglia pubblicato da La Nave di Teseo), gli economisti Carlo Cottarelli e JeanPaul Fitoussi, il fotografo Oliviero Toscani e l'artista Michelangelo Pistoletto. Il 22 settembre alle 11 parteciperà a un dibattito sul giornalismo anche il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Rizzolo. (FAMIGLIA CRISTIANA). 



ROBERTO ZICHITELLA

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