NOTIZIE > attualita

PACO, I RAGAZZI POVERI DI BUENOS AIRES COME LUPI NEL BUIO

PACO, I RAGAZZI POVERI DI BUENOS AIRES
COME LUPI NEL BUIO
Credit Foto - Valerio Bispuri - Contrasto

‘Lomas de Zamora è una delle periferie di Buenos Aires più colpite dal paco. Ragazzini tra i dieci e i ventidue anni si muovono come lupi tra vicoli bui, la pelle consumata, magri, affamati, le labbra spaccate, lo sguardo fisso nel vuoto. Non ci sono regole o leggi, l’unico e il solo scopo è procurarsi quanti più “sassolini” possibili. La loro giornata inizia con la notte. Si svegliano quando cala il sole e comincia la caccia ai 50 pesos che costa una dose, a quei pochi secondi in cui si dimentica tutto e si inizia a morire. Il paco non guarda in faccia nessuno, anche la madre o i fratelli diventano merce di scambio per arrivare alla droga.

A Lomas, durante le notti della Salada (mercoledì e domenica), il più grande mercato illegale dell’America Latina, i ragazzi si aggirano tra la folla in preda all’inquietudine, cercano lo spazio, il tempo per sciogliere il sassolino bianco. La sensazione di onnipotenza e allo stesso tempo di nullità li rende padroni e schiavi. Il paco non lascia possibilità al pensiero: la ricerca per procurarselo è affannosa e continua. Ogni angolo di strada diventa un territorio, una sfida. I ragazzi-lupo di Lomas non hanno paura di morire, non sentono la sensazione della fame, del freddo. Strade polverose e buie, baracche una sopra l’altra, animali che si uniscono alla sporcizia, alla solitudine. Nella povertà estrema gli animali diventano parte del quotidiano: cani ridotti all’osso frugano nella spazzatura insieme a uomini disperati’.

Così Valerio Bispuri descrive Lomas de Zamora nel suo ultimo libro Paco, nome di una droga devastante a cui il photoreporter romano ha dedicato 14 anni della sua vita, raccontandone attraverso le immagini i volti, gli effetti, ma soprattutto il contesto umano e sociale.


In questo quartiere periferico tra i più vulnerabili di Buenos Aires, dove le famiglie colpite dalla povertà e vittime di emarginazione sociale provano ad andare avanti con i pochi mezzi che hanno a disposizione e senza nessun tipo di sostegno statale, è nato il Centro Comunitario Padre Reinaldo Conforti.


Tra le strade sterrate o semi-asfaltate e le case di mattoni a vista e lamiera c’è un piccolo edificio dalle pareti gialle, con tante mani colorate dipinte sulla facciata. Al centro di ogni palmo un cuore.

È qui che i volontari e le volontarie che animano le attività cercano di coinvolgere diversi settori della comunità per sviluppare e sostenere programmi di istruzione, formazione professionale e mutuo soccorso.


L’obiettivo di questa piccola organizzazione indipendente, che vive solo grazie a donazioni spontanee, è creare nella provincia di Buenos Aires una rete di solidarietà e sostegno alle frange di popolazione che si trovano in condizioni di emergenza sociale.

Lavorano nel quartiere e con il quartiere, con una piccola sede collocata proprio nel suo cuore più vulnerabile.


Sono tante e diverse le attività portate avanti nel corso degli anni. Il Centro coordina politiche di sviluppo locale, accoglie e offre aiuto i soggetti più vulnerabili. Possiede un servizio di sostegno sociale mirato a orientare le famiglie nella loro situazione di emergenza sociale. Si occupa della difesa, diffusione, sensibilizzazione e promozione dei diritti civili, sociali e politici. La sua mensa offre colazione, pranzo e merenda a più di cinquecento bambini e adulti in condizioni di povertà. Il Centro garantisce anche assistenza sanitaria di base (visite, vaccini, prevenzione), sostegno alle donne incinte e con bambini minori di 6 anni. Si impegna per la prevenzione contro l’uso delle droghe. Promuove l’accesso all’istruzione e alla formazione professionale per bambini, adolescenti e ragazzi. Organizza sostegno scolastico pomeridiano e corsi di informatica. Realizza diverse attività culturali e ricreative.


I volontari del Centro credono profondamente che nessuno meglio degli abitanti del quartiere sappia di cosa il quartiere ha bisogno. Per questo hanno creato uno spazio dove le persone possano incontrarsi e insieme organizzare attività che trasformino la loro realtà attraverso l’amore e l’impegno comune.

È possibile dare il proprio contributo alla vita e attività del centro, anche con piccole donazioni, sulla pagina web www.padreconforti.com.ar




Commenti dei lettori



NON CI SONO COMMENTI PER QUESTO ARTICOLO

Lascia tu il primo commento

Lascia il tuo commento

Nome (richiesto):
Email (richiesta, non verrà mostrata ai visitatori):
Il tuo commento(Max. 300 caratteri):
Organo ufficiale di Stampa della Basilica di San Francesco d'Assisi
Custodia Generale Sacro Convento
© 2014 - tutti i diritti riservati
Contatti | Credits